Banca Ifis rivede i massimi di novembre 2017 a Piazza Affari a 25,02 euro (+8,36% a 24,90 euro in chiusura l’11 novembre) in scia ai risultati del terzo trimestre del 2025 con il consolidamento integrale di Illimity, conti leggermente migliori delle attese a livello operativo. I risultati reported (utile netto a 385 milioni contro i 414 milioni attesi da Equita) incorporano la contabilizzazione dell’avviamento negativo provvisorio (400 milioni pre-tasse) e di voci one-off legate all’opas e all’integrazione con Illimity. Utile netto adjusted a 8 milioni, in linea con le previsioni. Mentre la perdita netta di Illimity si è attestata a 22,4 milioni rispetto al consenso di -10 milioni.
Le indicazioni migliori sono a livello di capitale e dividendo interim. Infatti, Banca Ifis ha riportato un solido Cet1 ratio al 14,25% (14% atteso da Equita; 13,9% da Mediobanca Research) senza includere la vendita annunciata di Hype (si prevede un incremento di 55 punti base derivante dalla cessione), coerente con l’indicazione in area 14% (confermata) e supportato della stagionalità favorevole sugli asset ponderati per il rischio.
Il capitale include un dividendo interim pari a 1,2 euro per azione (yield del 5,2%; da pagare il 26 novembre) quando Equita si aspettava meno (0,81 euro). «Notiamo come il dividendo interim sia stabile rispetto al 2024 e già molto vicino alla nostra stima per il 2025 a 1,43 euro per azione contro i 2,12 euro per azione del 2024», precisa Equita.
Il management di Banca Ifis ha, infine, confermato la guidance 2025 stand-alone (utile netto adjusted a 160 milioni, sopra la stima di Equita a 151 milioni e di Banca Akros a 156 milioni), anticipando, quindi, un quarto trimestre stand-alone più tonico e in linea con i livelli del primo semestre di quest’anno.
«Come previsto, il management ha confermato la guidance di un utile stand alone per il 2025 di circa 160 milioni, evidenziando che ci si aspetta un’accelerazione nel quarto trimestre dopo un terzo trimestre stagionalmente più debole, mentre la possibilità di rifinanziare il debito in scadenza a tassi più nassi è un fattore di supporto», sottolinea Mediobanca Research.
Quanto all’integrazione con Illimity sono state confermate le sinergie lorde (75 milioni all’anno, di cui 50 di costo e 25 di ricavo) e i costi di integrazione (110 milioni, di cui 16 milioni spesati nel terzo trimestre del 2025, i rimanenti 94 milioni nel quarto) già annunciati al mercato. Tali sinergie non includono i benefici sul costo del funding, «non quantificati, ma potenzialmente significativi», a detta di Banca Akros. L’indicazione positiva è che Banca Ifis si attende un ritorno alla profittabilità di Illimity già a partire dal 2026, meglio delle attese di Equita che assumono un ritorno alla profittabilità nel 2027, escludendo le sinergie. La due diligence sugli asset di Illimity richiesta dalla Bce dovrebbe essere completata nell’ultimo trimestre del 2025.
Post conti e conferma della guidance 2025, Equita ha confermato il rating buy e il target price a 26,50 euro, Banca Akros accumulate e il prezzo obiettivo a 25,3 euro sul titolo. Più cauta Mediobanca Research con un rating neutral (target price a 22,50 euro). Il consenso Bloomberg vede attualmente 5 rating buy, 1 hold e 0 sell sull’azione con un prezzo obiettivo medio a 24,96 euro. (riproduzione riservata)