Oltre 190 milioni di euro di ricavi nel 2026 dai 126 milioni di fine 2023, in crescita del 15% medio annuo grazie alla spinta di tutte le aree di business. Masse gestite totali a quota 18 miliardi, in aumento dai 12,4 miliardi dello scorso anno (+15% cagr, con un forte contributo del private banking). Rapporto cost- income in miglioramento del 5% sotto il 76% e incremento della redditività con Rote stabilmente superiore al 20%.
Sono i target del nuovo piano industriale al 2026 del gruppo Banca Finint, la merchant bank veneta fondata da Enrico Marchi che da aprile è guidata dall’ex capo del corporate Italy di Unicredit Lucio Izzi, banchiere con un passato anche a Nordest come responsabile di area dell’istituto di Piazza Gae Aulenti. Nelle vesti di vicepresidente, l’ex ceo Fabio Innocenzi è passato ad occuparsi delle strategie e delle operazioni strategiche.
La parola d’ordine è sinergie, di servizi e di prodotto. Con il nuovo piano Izzi punta ad integrare maggiormente le diverse anime del gruppo di Conegliano per azionare la leva del cross-selling e spingere i ricavi. Nata negli anni ‘80 come investment bank e diventata leader nel mercato delle securitization, nei mini e basket-bond, negli ultimi tre anni, la banca ha allargato il proprio raggio d’azione e ora opera a 360 gradi nel corporate finance, finanza strutturata e capital market con Banca Finint, nel private equity e asset management con Finint Investments, nel private banking con l’ex Banca Consulia (integrata nel 2022 e ora Finint Private Bank) e nel credit management con Finint Revalue.
L’altra leva è il rafforzamento della rete distributiva. Anche grazie all’operazione Consulia, l’istituto conta oggi su 52 sedi in tutto fra Nordest, Nord Italia ed Emilia Romagna. In programma ci sono assunzioni di banker e consulenti finanziari per avere una maggiore presa commerciale. «Banca Finint è sempre stata una boutique di investment banking, ora dobbiamo diventare più grandi, aumentando l’intensità e la scala industriale della nostra attività, offrendo ad esempio ai clienti di banca private i prodotti che vengono tipicamente sviluppati all’interno della storica divisione corporate», ha spiegato Izzi a MF-Milano Finanza. Un ruolo lo giocheranno anche gli investimenti in tecnologia, che supereranno i 10 milioni dagli 8 del precedente piano (+18%).
Izzi lancerà ad ottobre Tech-La, una piattaforma fintech di consulenza evoluta, con una forte componente di advisory che verrà societarizzata e offerta anche ad altre banche. «Trasferite le nostre attività integrate all’interno di Tech-La, confidiamo di avere un paio di clienti (terzi, ndr) a bordo già entro la fine di dicembre», ha spiegato il ceo. Con un approccio opportunistico, il gruppo è pronto ad azionare anche la leva del m&a, anche all’estero, in primis in Germania e Lussemburgo (specie per il ramo Cib), attività però non inclusa nei target.
«E la borsa? Non è in orizzonte di piano, ma se ci fosse l’opportunità di completare un’acquisizione che dimensionalmente potrebbe accelerare il raggiungimento degli obiettivi, potremmo valutarla», ha concluso Izzi. Per quanto riguarda la solidità patrimoniale il Cet 1 è indicato a fine 2026 sopra quota 16%. (riproduzione riservata)