Definire i titoli da inserire in un portafoglio non è mai un’operazione semplice, soprattutto in un momento di forte incertezza economica. Con l’inflazione ancora elevata, negli Stati Uniti la Federal Reserve dovrebbe proseguire per qualche mese la stretta monetaria che ha caratterizzato lo scorso anno. Infatti, sebbene inizino ad intravedersi segnali di raffreddamento dell’economia a stelle e strisce – come la raffica di licenziamenti nei colossi tech – resta ancora lontano l’obiettivo della Fed di raggiungere il 2% di inflazione e un mercato del lavoro meno rigido. Secondo gli esperti di Comgest, nei prossimi mesi la solidità dei bilanci aziendali sarà la bussola per muoversi con prudenza nell’azionariato Usa.
In generale, «con gli Stati Uniti alle prese con una contrazione demografica dovuta all'invecchiamento della forza lavoro e con la transizione a marce forzate verso le fonti rinnovabili, e il loro potenziale impatto inflazionistico sui prezzi dell’energia, un numero sempre maggiore di aziende - e di Stati americani - si affiderà a prodotti e servizi capaci di aumentare l’efficienza e di ridurre i costi», spiega Christophe Nagy gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest. Guardando ai settori, quello preferito è il sanitario, perché offre interessanti occasioni di investimento.
Nonostante il peso della componente privata, negli Stati Uniti anche la spesa pubblica gioca un ruolo centrale nel settore sanitario. Secondo gli esperti di Comgest, il Paese spende, a livello pro capite, tre volte tanto rispetto all’Italia e il doppio in termini di pil rispetto ai Paesi dell’Ocse. L’investimento però non è compensato da migliori risultati sul campo, come dimostra l’aspettativa di vita più bassa di altre economie sviluppate.
«C’è uno squilibrio intrinseco nel sistema sanitario americano», spiega Francesco Manfredini, analista di Comgest specializzato nell’azionariato Usa. «Metà del mercato è composto da coperture private che generato la maggior parte dei ricavi, ma allo stesso tempo i rimborsi provengono principalmente dal ramo pubblico».
Uno squilibrio che genera inefficienze ma anche opportunità di investimento. L’introduzione dell’Inflation reduction act porterà lo Stato a rinegoziare alcuni prezzi dei farmaci e di riflesso potrebbe pesare sui bilanci delle big pharma. Per questo motivo, secondo Manfredini la soluzione è investire in aziende innovatrici o player di nicchia con un’esposizione forte e diversificata al di fuori degli States.
Fra i titoli preferiti dagli analisti rientra Indexx, una società americana specializzata in diagnostica per animali domestici. Il mercato ampio e poco penetrato in cui opera garantisce al titolo una protezione contro la concorrenza nel settore. Eli Lilly è invece tra gli innovatori. L’azienda si contende la leadership nei medicinali contro il diabete con la danese Novo Nordisk e da poco sta testando un medicinale contro l’obesità. Fra i player di nicchia spicca BioMarin che produce farmaci per il trattamento del nanismo e di altre malattie rare. «Il titolo ha contribuito in modo significativo alla performance – di Comgest Growth America, ndr. – nel 2022», aggiunge Nagy. (riproduzione riservata)