La Fed ha preso di contropiede i mercati, mercoledì, parlando di tagli nel 2024, mentre a settembre il tema dell’inflazione persistente e della politica di restrizione monetaria era ancora sul tavolo del board.
E quindi la Federal Reserve ha mantenuto all’ultimo meeting di dicembre i tassi stabili al massimo degli ultimi 22 anni al 5,25%-5,5% per la terza riunione consecutiva, ma ha indicato tagli di tre quarti di punto percentuale nel 2024 nelle proiezioni dot plot. Otto membri del board prevedono meno di tre tagli da un quarto di punto per il prossimo anno, mentre cinque ne prevedono di più.
Gli economisti di Goldman Sachs hanno quindi rivisto le loro attese sui tassi Usa nel 2024 dopo l’intervento della Fed. E ora gli specialisti della banca d’affari americana si aspettano una serie più rapida di tagli dei tassi di interesse.
Il team economico di Goldman, guidato da Jan Hatzius, ha sottolineato nell’ultima nota «il segnale disinflazionistico che emerge nel dato sui prezzi alla produzione di mercoledì», che hanno mostrato rialzi, a novembre, in rallentamento sotto l’1%.
In combinazione con le revisioni al ribasso dei mesi precedenti, questo implica «un ritmo di aumento più moderato, nelle attese della Fed, dell’indicatore preferito dalla banca centrale statunitense sui prezzi», scrivono gli analisti. Che ora prevedono «tre tagli consecutivi di 25 punti base a marzo, maggio e giugno per far scendere il tasso ufficiale» da un livello che i funzionari della Fed probabilmente presto riterranno troppo alto.
Hatzius e il suo team si aspetta quindi un ritmo trimestrale di riduzione dei tassi, che terminerà nelle attese ad un intervallo obiettivo compreso tra il 3,25% e il 3,5%. L’attuale range, mantenuto nella decisione politica della Fed di mercoledì, è compreso tra il 5,25% e il 5,5%. Il board della Fed ha previsto tre tagli dei tassi per il 2024, uno più di quanto il team di Goldman avesse previsto.
L’indice S&P 500 ha chiuso in rialzo dell’1,4%, superando i 4.700 punti dopo la conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell, il Dow Jones (+1,4%) ha toccato il record storico a 37.090, il Nasdaq 100 è salito dell’1,3% a 16.562, mentre il Russell 2000, l’indice delle pmi Usa, ha corso per il 3,5% a 1.947 punti.
«Powell sembra aver finito di portarsi via la ciotola del punch», ha commentato David Russell, responsabile globale della strategia sui mercati per conto di TradeStation. I risultati preliminari di un sondaggio di Markets Live Pulse di Bloomberg condotto dopo la decisione della Fed hanno alzato le previsioni sull'S&P 500 a 4.877 punti alla fine del prossimo anno (poco meno di un rialzo del 4% dai livelli attuali). Si tratta di una visione più positiva di quella emersa nell’ultimo sondaggio, prima della riunione della Fed, quando gli investitori si aspettavano che l’indice salisse a 4.808. (riproduzione riservata)