Equita mantiene una visione moderatamente positiva sui mercati azionari globali dopo che hanno chiuso il mese di giugno in crescita (+0,9%, -0,3% da inizio anno in euro), sostenuti dalle attese di imminenti accordi commerciali tra Usa, Cina e Ue, dalle aspettative di una politica monetaria più accomodante, in particolare negli Stati Uniti, dall’approvazione del piano infrastrutturale tedesco e dal calo delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, nonostante dati macroeconomici ancora contrastanti.
Tuttavia, Luigi de Bellis, co-head of Research Team di Equita, ritiene che sia soprattutto l’abbondante liquidità sui mercati ad aver rafforzato l’appetito per il rischio. Un altro segnale positivo per i mercati è arrivato dalla Fed, che ha presentato una proposta per allentare i vincoli del Supplementary leverage ratio applicata alle banche. La riforma, fortemente voluta dal Segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, punta ad allentare i vincoli di capitale per le banche, che avranno maggior capacità di acquistare titoli di Stato e concedere credito, con effetti simili a un Qe ma senza intervento diretto della Fed.
I mercati azionari europei, che avevano mostrato una maggior resilienza dopo il Liberation Day, hanno sottoperformato le piazze americane, chiudendo il mese con variazioni leggermente negative. Il dollaro ha continuato a indebolirsi (indice Dxy -2%) nell’ultimo mese. Oltre ai persistenti squilibri fiscali e all'aumento del debito pubblico, a pesare sono state anche le indiscrezioni su un possibile cambio ai vertici della Fed, aggiunge de Bellis.
Quanto al governo tedesco a giugno ha approvato la bozza di bilancio per il 2025 e i parametri per il periodo 2026-2029, segnando un cambio di regime fiscale senza precedenti. «La novità principale è l’avvio concreto di un enorme stimolo fiscale per rilanciare l’economia, in particolare tramite investimenti pubblici in infrastrutture e difesa», spiega de Bellis. «Queste misure, rese possibili dalla riforma del freno al debito, segnano una svolta nella politica fiscale tedesca: un cambio di paradigma volto a stimolare la crescita economica e rilanciare gli investimenti pubblici e privati dopo anni di stagnazione industriale».
A suo avviso, questi elementi rappresentano uno dei principali catalyst per la ripresa dell’economia europea nel 2026 e rafforzano la sua visione costruttiva sui mercati azionari europei e italiani che presentano valutazioni ancora interessanti (multiplo prezzo/utile 2026 Msci Ue di14 volte, p/e del mercato azionario italiano di 10,8 contro le 22,4 del Msci Usa).
Mentre il contesto economico mostra una crescita ancora modesta, ma in lieve miglioramento, le tensioni commerciali restano elevate: con l’8 luglio che segna la fine delle esenzioni sui dazi reciproci (anche se Trump ha lasciato intendere che la data potrebbe essere anticipata o posticipata), è probabile un aumento delle tariffe, anche su nuovi settori come farmaceutico ed elettronico, avverte l’esperto di Equita. Inoltre, i dati macroeconomici restano ancora poco brillanti.
«Per questi motivi, manteniamo un buffer di liquidità all’interno del nostro approccio moderatamente positivo, per sfruttare eventuali opportunità tattiche in caso di correzioni, soprattutto durante i mesi estivi, caratterizzati da minor liquidità e de-risking dei portafogli», precisa de Bellis che nel portafoglio raccomandato ha mantenuto il peso dell’investito al 93,4% (dal 93,2% del mese precedente) rispetto a un peso neutro del 90%.
Più in dettaglio, nel portafoglio principale della Sim è stato aumentato il peso di Moncler (buy e target price a 66 euro) di 50bps dopo la debole performance dell’azione e considerando la scarsa significatività del rallentamento atteso nel secondo trimestre del 2025. Moncler tratta in linea co i competitor (18 volte il p/e 2026) malgrado il forte posizionamento del marchio, in particolare col consumatore cinese, la minor esposizione al mercato Usa rispetto ai peers (media del 20%), margini al top del settore e 10% della capitalizzazione di mercato in cassa.
Viceversa, Equita ha ridotto il peso nel suo portafoglio principale di Tim (buy e target price a 0,40 euro). Dopo l’ottima performance da inizio anno e nell’ultimo mese, e con un titolo più vicino al target price, «prendiamo parziale profitto riducendo il peso di 50bps. Tra i prossimi eventi, attendiamo la sentenza della Corte di Cassazione che ha raccolto le memorie delle parti lo scorso 27 giugno e che è quindi chiamata a una decisione nei prossimi mesi. Noi incorporiamo nella valutazione un valore di 750 milioni, circa il 75% del dovuto». (riproduzione riservata)