Si possono battere i Magnifici 7? Apple, Amazon, Alphabet (Google), Microsoft, Meta, Nvidia e Tesla si sono guadagnati questo soprannome un paio d’anni fa, in virtù delle loro performance stellari in borsa. Nvidia, ad esempio, nel 2024 ha guadagnato il 171%. Da soli, i sette colossi statunitensi pesano per circa un terzo della capitalizzazione e il 20% degli utili dell’S&P 500.
Con cinque dei Magnifici 7 attesi alla prova dei conti del terzo trimestre questa settimana (Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon e Meta), l’attenzione degli investitori torna a focalizzarsi sul gruppo, considerato in un certo senso il paniere da battere. Ma chi può fare meglio?
Secondo gli esperti di Capital Group c’è un paniere che ha sovra-performato i campioni americani quest’anno: gli istituti di credito del vecchio continente. «Le banche europee hanno registrato una performance eccezionale, superando nettamente i Mag Seven e l’S&P 500», conferma Samir Parekh, gestore di portafoglio azionario di Capital Group. «L’indice Msci Europe Banks ha registrato un rendimento del 63,6% da gennaio ad agosto 2025, avviandosi a chiudere il miglior anno solare dal 1997. In confronto, il gruppo dei Magnifici 7 ha registrato un rendimento del 9,9%».
Anche i due titoli italiani presenti nella top ten dell’indice, ovvero Unicredit e Intesa Sanpaolo, arrivano da mesi di corsa: Unicredit ha guadagnato il 63% da gennaio, Intesa Sanpaolo il 44%.
Le banche europee, secondo gli esperti, continuano a guadagnare terreno grazie a un insieme di fattori favorevoli. Innanzitutto, nonostante la fine del ciclo di inasprimento dei tassi di interesse della Bce, che tra il 2022 e il 2024 ha sostenuto i bilanci del settore, gli istituti operano ora in un contesto di tassi «normali». Le banche «hanno sopportato otto anni di tassi negativi», ricorda Parekh. «La politica è cambiata nel luglio 2022 e ha contribuito ad aumentare il net interest income. I tassi attuali sono al 2% e le aspettative sui tassi futuri si sono stabilizzate. Riteniamo che l’inflazione rimarrà persistente e, in genere, le banche centrali mantengono i tassi più elevati per contrastarla».
Inoltre, il comparto inizia a vedere una ripresa dei prestiti dopo anni di magra. Secondo Capital Group, la crescita delle erogazioni potrebbe accelerare nel 2026, con l’entrata in vigore degli strumenti di sostegno all’economia annunciati dalla Germania.
I titoli bancari possono risultare interessanti anche per le loro valutazioni, al contrario dei Magnifici 7 che hanno multipli elevati al punto da alimentare dubbi sull’esistenza di una bolla legata alla tecnologia e, nello specifico, all’intelligenza artificiale. Nvidia, in particolare, ha un rapporto prezzo/utile (p/e) atteso nel 2025 di quasi 40 volte. Nel complesso, i sette titoli trattano a 26,8 volte gli utili stimati. L’indice Msci Europe Banks, invece, a fine settembre aveva un p/e di 10 volte.
Nonostante il rally «le banche europee scambiano a valutazioni ragionevoli, anche rispetto alle controparti statunitensi», osserva infine Parekh. Considerando il rapporto prezzo/book value, a settembre «Deutsche Bank quotava a 0,9 volte e Banco Santander a 1,2 volte contro le 2,4 volte di Jp Morgan e 1,4 di Bank of America». (riproduzione riservata)