Il 2024 dovrebbe essere un altro anno di crescita a due cifre degli utili in Europa. Dopo il crollo nel 2022 l’indice Msci Europe ha chiuso il 2023 con un solido rimbalzo, attribuibile, secondo Franz Weis, cio di Comgest, «più a quello che non è successo che ai fatti realmente accaduti». Nel Vecchio Continente la tanto attesa recessione alla fine non si è concretizzata e il timore di tassi d’interesse «più elevati più a lungo» si è attenuato, con i mercati che si aspettano un calo dei tassi nel 2024. «Ma ciò non significa che si sia trattato di un anno privo di eventi di rilievo», scrive Weis. «Sono infatti emersi vari temi importanti con implicazioni per il portafoglio».
Il primo è quello dell’intelligenza artificiale, «una tecnologia che avrà conseguenze enormi, in gran parte ancora sconosciute. Alla luce di tale tecnologia nascente e potenzialmente rivoluzionaria, è impossibile affermare qualcosa con certezza. Ciò detto, a nostro avviso le imprese che vendono prodotti tangibili, che si tratti di borse (Hermès), cioccolato di qualità (Lindt), o auto veloci (Ferrari), sono destinate a subire impatti minori. Saranno probabilmente favorite alcune altre aziende quali Accenture, cui i clienti possono rivolgersi a scopo di consulenza, o Asml, le cui macchine sono necessarie per produrre chip a prestazioni sempre più elevate». «Il futuro è comunque meno chiaro per alcune società detenute del settore software e dati per le quali l’AI svolge un ruolo estremamente significativo e pertanto, la loro capacità di utilizzare lo strumento in modo efficace, sarà fondamentale se vogliono trarne profitto ed evitare di essere travolte». «Un secondo tema importante è legato alla Cina dove aal rallentamento dell’economia si aggiungono crescenti fattori politici sfavorevoli. La pandemia di Covid ha causato molte ripercussioni di cui le società stanno ancora pagando gli effetti», osserva l’esperto. «Alcune hanno tratto profitto in quella fase e ora risentono della normalizzazione delle condizioni. Altre imprese trovatesi allora in difficoltà, ora beneficiano invece della ripresa». «Valga in particolare l’esempio di Ryanair e Amadeus, che registrano entrambe una ripresa dei rispettivi mercati finali oltre alla conquista di quote di mercato consistenti».
Infine la crescente instabilità politica in tutto il mondo: i conflitti in Medio Oriente e in Europa orientale «hanno implicazioni più ampie sui prezzi dell’energia e le catene di approvvigionamento», osserva l’esperto. «Analogamente, la perdurante guerra fredda tra la Cina e l’Occidente avrà fra l’altro conseguenze significative sul settore tecnologico e l’urgente necessità di sovranità tecnologica». Un titolo che può beneficiare di questo tema secondo il gestore è Asml, specializzata nella litografia per chip: «Ci aspettiamo un altro anno di aumento a due cifre degli utili, supportato da una crescita organica del fatturato anch’essa a due cifre». «La crescita è in gran parte idiosincratica e specifica per le singole società», aggiunge. «Novo Nordisk ha rivisto al rialzo la propria guidance tre volte e ora prevede una crescita organica del fatturato per l’esercizio del 32-38% grazie allo straordinario successo del trattamento Glp-1 sui fronti sia del diabete che dell’obesità». Sulla farmaceutica il gestore vede un consistente potenziale a lungo termine per il trattamento, anche in caso di immissione in commercio di prodotti concorrenti. «La società ha appena scalfito la superficie del mercato dell’obesità, il cui valore supera potenzialmente i 100 miliardi di dollari americani».
«Inditex (multinazionale della moda con i marchi Zara, Pull&Bear, Bershka, ndr) ha registrato un incremento notevole dopo aver chiuso un altro anno solido di crescita del fatturato ed espansione dei margini», scrive Weis. La differenziazione competitiva dell’azienda è più forte che mai grazie agli investimenti continui in tecnologia e sostenibilità». Infine, il gestore conclude citando nuovamente Asml. «Il ciclo dei semiconduttori sembra aver toccato il minimo e, sebbene alcuni ordini abbiano subito ritardi, l’azienda ha confermato gli obiettivi per il 2025 e il 2030, implicanti entrambi un tasso composto di crescita annuale del fatturato a due cifre », conclude Weis. (riproduzione riservata)