Il settore della cybersecurity ha ricevuto una importante spinta dalla crescita di quello della AI. Lo spiega Rahul Bhushan, cofondatore di Rize Etf e managing director di Ark Invest Europe. Ma il ruolo in portafoglio della cybersecurity si sta evolvendo. Ecco i 5 motivi per cui è un’opportunità di investimento.
1. Il settore si consolida e si concentra. Come primo elemento di analisti, l’esperto fa la panoramica di come sono cambiate le dimensioni aziendali nel settore. «Tre anni fa», scrive, «circa un terzo delle azioni quotate nel settore della cybersecurity era costituito da small-cap. Oggi la percentuale è solo dell'8%, mentre la quota delle large cap è cresciuta dal 30% al 50%. Questa maturazione», osserva, «arriva a seguito di un notevole consolidamento all'interno del settore, con oltre 450 operazioni di M&A solo lo scorso anno. Oggi, il mercato è composto dalle aziende sopravvissute al più imponente ciclo di rialzo dei tassi che abbiamo visto negli ultimi 50 anni. Inoltre, l'evoluzione della capitalizzazione di mercato, spostatasi verso le grandi capitalizzazioni, suggerisce che il rischio di ribasso è oggi molto più contenuto rispetto a due o tre anni fa».
2. Pronte a cavalcare l’onda del taglio dei tassi. Il secondo punto è di natura finanziaria: secondo l’esperto, i titoli azionari del settore cybersecurity «sono destinati a beneficiare dei tagli dei tassi, che potrebbero favorire un'espansione dei multipli nei titoli tech, in particolare per quelle società finanziariamente prudenti ed efficienti a livello operativo. Con il calo dei tassi d'interesse, il minor costo del capitale aumenta l'attrattiva di queste aziende ad alta intensità tecnologica, consentendo loro di finanziare in modo più conveniente le iniziative di ricerca, sviluppo ed espansione. Inoltre, la natura a lungo termine dei contratti e degli abbonamenti di cybersecurity offre un flusso di entrate stabile, isolando queste aziende dalle fluttuazioni economiche a breve termine», scrive Bhushan.
3. Grandi prospettive di crescita. Terzo punto: c’è ancora tanto spazio per crescere. «Il mercato globale della cybersecurity è stato valutato a 222 miliardi di dollari nel 2022. Entro il 2030, si prevede che supererà i 657 miliardi di dollari, con un Cagr di circa il 13%», scrive l’esperto. «In un'epoca caratterizzata dall'intensificarsi delle tensioni regionali e dall'aumento delle connessioni digitali, il rischio informatico rappresenta infatti la minaccia principale per aziende e governi. Questa sfida porta allo stesso tempo un'opportunità monumentale per il settore della sicurezza informatica».
4. La rivoluzione AI contagia anche la sicurezza informatica. Il quarto aspetto riguarda l’AI sarà «un catalizzatore. La rivoluzione AI in atto nella cybersecurity», spiega, «è sottolineata dalle trimestrali delle aziende leader del settore. Palo Alto Networks, ad esempio, ha dichiarato di aver ottenuto una riduzione del 97% dei falsi positivi e un miglioramento del 60% nell'intercettazione delle minacce, attribuendo all’AI il merito di questi progressi», osserva l’esperto. «Dati come questi sottolineano il ruolo centrale dell'AI nell'evoluzione del mercato della cybersecurity. Prevediamo che questi progressi tecnologici consentiranno alle aziende di sicurezza informatica di ridurre i costi, rendere i loro prodotti più accessibili al mercato di massa e, di conseguenza, espandere il loro mercato potenziale oltre l'attuale portata».
5. Utili sopra le attese. Come ultimo aspetto, l’esperto guarda al settore dal punto di vista economico, osservando come il 2023 sia stato un anno di crescita significativa per i ricavi e gli utili del settore. «L'ultimo trimestre del 2023 non è stato da meno. Rispetto alle aspettative degli analisti, l'83% delle società ha riportato utili superiori alle attese. Questi risultati, sia in questa stagione degli utili che in quelle precedenti, sono stati un motore della significativa performance del settore nel 2023». (riproduzione riservata)