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Pietro Giuliani, presidente di Azimut
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Azimut, nel primo trimestre utile netto di 122 milioni. Possibile superare il target di 7 miliardi di raccolta

09 maggio 2024, 15:10 Ultimo aggiornamento: 17:39

Le commissioni di gestione ricorrenti salgono a 289 milioni, grazie anche alla crescita dei mercati privati e di quelli esteri. Per il presidente Pietro Giuliani ci sono tutte le premesse per chiudere l’anno sopra i 500 milioni di utile

Il mix di crescita dei ricavi derivanti dai mercati privati e di quelli generati nei mercati esteri (su tutti Turchia, Australia, Brasile e Messico) trainano i conti del primo trimestre di Azimut, chiusi con commissione di gestione ricorrenti di 289 milioni di euro (da 285 del 2023), leggermente sopra le attese, e un utile netto di 122 milioni, in linea con lo scorso anno e meglio del consenso, che prevedeva un utile netto di 109 milioni. Merito anche dei ricavi complessivi, cresciuti dell’8% a quota 351 milioni. Reazione non positiva da parte del mercato: in borsa il titolo ha perso lo 0,8% a 25,54 euro per azione.

In linea per superare tutti gli obiettivi

Considerando anche che tra gennaio e aprile la raccolta del gruppo è arrivata a 2,1 miliardi, è prevedibile che «la raccolta netta dell’anno sarà molto superiore all’obiettivo di 7 miliardi di euro», commenta Pietro Giuliani, presidente di Azimut. A favorire la raccolta ci saranno anche le partnership, su tutte quella con Unicredit.

«L’utile netto con cui Azimut chiuderà l’anno», aggiunge Giuliani, «sarà superiore a 500 milioni di euro (anche questo è il target precedentemente comunicato al mercato, ndr)». Mentre il «il carve-out di parte della rete italiana – circa 1.000 consulenti – è già stato effettuato ed è operativo dal 1° maggio, in termini di individuazione dei nomi che costituiranno il ramo d’azienda destinato a dar vita tramite spin-off alla nuova banca». 

La raccolta di aprile

Già ieri, mercoledì 8 maggio, Azimut aveva comunicato i dati di raccolta di aprile. Nel corso del mese la società ha messo a segno una raccolta netta di 595 milioni di euro, di cui l’84% attribuibile alla parte gestita. Vale a dire 502 milioni tra fondi (451), gestioni patrimoniali (in rosso per 85 milioni), assicurazioni (25) e advisory (49). Il totale delle masse, comprensive del risparmio amministrato, si attesta a fine aprile a 92,8 miliardi, di cui 61 fanno riferimento alla parte gestita. (riproduzione riservata)



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