Il titolo Azimut può crescere ancora dai prezzi attuali, sostenuto da utile e margine di interesse superiori rispetto alle precedenti stime. Queste le argomentazioni che hanno spinto gli analisti di Hsbc ad alzare il prezzo obiettivo sulla holding del risparmio gestito presieduta da Pietro Giuliani, da 25,6 a 25,8 euro per azione, sebbene la raccomandazione sul titolo resti neutrale (rating hold). Supportata dalla promozione l’azione vola in borsa: lunedì 11 novembre ha guadagnato il 4,1% a 23,36 euro per azione, fra i titoli migliori del Ftse Mib.
Nel dettaglio Azimut, che in occasione della pubblicazione dei conti trimestrali ha annunciato di aver superato l’obiettivo di 14 miliardi di euro di raccolta annua e di puntare a utili sopra i 500 milioni, dovrebbe secondo Hsbc, archiviare il 2024 con 512 milioni di profitti, 8 in più rispetto alle precedenti stime da 504 milioni. Il tutto in un contesto in cui il margine di interesse dovrebbe ammontare a 211 milioni: la precedente stima era di 191. «Le modifiche alle stime sugli utili apportate in questa nota ci avvicinano alle ultime stime di consenso, che sono aumentate con l'aumentare del valore della società», scrivono gli analisti, precisando inoltre che «il consenso tende a sottovalutare un po' il potere di guadagno dell'azienda, anche se ciò potrebbe essere dovuto alla volatilità degli utili».
Il titolo Azimut però, secondo gli esperti di Hsbc, non è ancora da accumulare in portafoglio, e questo per tre motivi. Primo, si legge nella nota, «il modello di business della holding è meno diversificato rispetto ad altri gestori patrimoniali italiani, in particolare quelli con una maggiore esposizione al margine di interesse». Secondo, «la prevedibilità dei suoi utili, dato il metodo di calcolo delle commissioni di performance, che potrebbe ridurre i ricavi se la performance di alcuni fondi finisse al di sotto del benchmark». Terzo, «l'incertezza sui costi di distribuzione, che rende gli utili estremamente volatili».
Di Azimut ha parlato in giornata Corrado Passera, fondatore di Illimity, che ha risposto alle indiscrezioni, secondo cui la holding di Giuliani starebbe sondando il terreno per comprare alcune attività della banca, come mossa propedeutica al lancio della fintech bank di Azimut. Ma non ci sarebbe niente che bolle in pentola, almeno per il momento. «Lavoriamo da anni con Azimut. C'è una collaborazione forte ma oggi sul tavolo non c'è altro», ha detto Passera, ricordando come «la collaborazione con la sgr riguardi i conti correnti che abbiamo fatto per loro e anche i servizi bancari». (riproduzione riservata)