Il matrimonio tra Gattai Minoli e Partners e Pedersoli è ormai in dirittura d’arrivo ma l’operazione, per quanto già di per sé consistente, riserberà un’ulteriore sorpresa relativa al perimetro, destinato ad allargarsi ulteriormente.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, lunedì 24 luglio sarà il giorno in cui le assemblee dei due storici studi sanciranno ufficialmente le nozze. C’è una sorpresa: nel perimetro del campione di settore che nascerà entrerà a stretto giro un partner di un altro studio rimasto per adesso fuori dal risiko, vale a dire BonelliErede. Il professionista, un nome di primissimo piano nel campo legale, si appresta a portare con sè un team di 12-13 avvocati d’affari e proprio in queste ore starebbe definendo l’uscita dal suo attuale studio.
Il gruppo che prenderà forma dall’unione di Gattai Minoli e Partners e Pedersoli costituirà un’autentica supernova tra gli studi d’affari italiani. A descrivere il peso del nuovo gigante legal tutto italiano sono nomi e numeri. I due studi, insieme al ramo proveniente da BonelliErede, riuniranno oltre 350 professionisti del settore legale. Dimensioni che proietteranno la nuova realtà tra i primi posti a livello nazionale per numero di avvocati, alle spalle di Pirola (circa 500 professionisti), BonelliErede (circa 500 professionisti) e Gianni e Origoni (circa 470 professionisti), precedendo Chiomenti (oltre 300 professionisti).
La classifica cambia se si guarda al fatturato invece che alla taglia dello studio. Escludendo dal computo gli studi legali delle cosiddette Big 4, la fusione a tre porterebbe a un’entità dal fatturato di 120 milioni (nel 2022 Pedersoli ha fatturato circa 52 milioni e Gattai Minoli e Partners quasi 57 milioni). Un giro d’affari consolidato che proietterebbe il conglomerato nella top ten degli studi d’affari per fatturato, subito alle spalle di BonelliErede, Chiomenti, Gianni & Origoni, Pirola Pennuto Zei & Associati e Legance. I due studi dovranno mettere a fattor comune competenze ma anche uffici. Sia Gattai che Pedersoli hanno attualmente un piede a Milano e uno a Roma, con il secondo che ha una sede anche a Torino.
Ma oltre a numeri, avvocati e sedi, c’è ancora un ultimo aspetto, più curioso di altri e per nulla secondario: nel caso di un’unione di intenti quale sarà il nome del nuovo studio? La fama che precede i nomi dei tre fuoriclasse in campo darebbe per scontato il loro uso congiunto in una sigla nuova tra le law firm. Chissà però che le ventilate nozze possano regalare un’ultima sorpresa. Anche se tra le altre, quest’ultima è sicuramente l’ipotesi meno probabile. (riproduzione riservata)