Tra cambi di poltrona in atto al vertice, professionisti contesi e strappati alla concorrenza assieme ai rispettivi team a suon di contratti milionari e rumors ricorrenti relativi a possibili fusioni tra realtà simili, mai come negli ultimi mesi all’interno dei grandi studi legali d’affari presenti in Italia si respira aria di cambiamento.
La cronaca più recente accende i fari su BonelliErede, uno dei più noti studi legali italiani, che negli ultimi sei mesi ha registrato alcune uscite di peso. A lasciare lo studio di Via Barozzi a Milano per entrare in Chiomenti sono stati per primi i due soci Mario Roli e Elena Busson che avevano portato con loro un team di sette professionisti. Una mossa che ha permesso allo studio fondato nel 1948 da Pasquale Chiomenti di rafforzarsi in particolare nell’area dedicata all’energia e alle infrastrutture. Più di recente è stato invece il dipartimento di diritto tributario di Legance a far spazio a figure di primo piano provenienti da BonelliErede: i tre soci Andrea Silvestri, Matteo Fanni e Giulio Mazzotti, seguiti da ben 15 specialisti del settore. A giustificare le uscite dell’ultimo periodo, oltre alle motivazioni personali dei singoli professionisti, secondo gli addetti ai lavori ci potrebbe anche essere la scadenza di una clausola di lock-up che lo studio aveva definito con i soci cinque o sei anni fa.
Ma in un momento così effervescente per tutto il comparto le uscite e le entrate dagli studi potrebbero non essere finite. Di certo gli spostamenti dell’ultimo anno e mezzo non hanno riguardano solo BonelliErede. Da Orrick, lo scorso ottobre, è uscito l’of counsel Carlo Montella con un gruppo di 19 professionisti con l’obiettivo di fondare una boutique tutta green. È infatti da questo spin off che nasce Green Horse Legal Advisory, law firm indipendente specializzata in transizione energetica che oggi conta 27 professionisti, cinque partner e 35 operazioni chiuse da quando è partito il progetto. All’epoca dell’annuncio i due studi avevano comunque annunciato una best friendship per il comparto energetico.
La primavera scorsa a far parlare di sé è stata invece Greenberg Traurig, annunciando l’ingresso di Bruno Cova, in arrivo da Delfino e Associati, nel ruolo di co-chair europeo dei team restructuring & insolvency e compliance nonché socio della sede milanese. Più di recente, in Fivelex è diventato partner Alessandro del Ninno, proveniente da Tonucci dove è stato per oltre vent’anni lavorando anche come partner responsabile di It. Nomina di peso, seppur interna, anche quella di Dentons che ha aggiunto un nuovo posto al tavolo dei vertici europei dello studio con la nomina di Federico Sutti come chairman dell’Europe Board.
Di novità si parla anche tra i corridoi dello studio Maisto e Associati. Stando a quanto questo giornale può anticipare, tra le novità c’è l’ingresso di Alberto Brazzalotto nella compagine associativa a esito di un percorso di oltre 12 anni tutto interno allo studio che a settembre lo porterà a Londra per seguire in particolare il settore private clients. Insieme a lui, la of counsel Marta Cenini, prima in Vicari Avvocati, andrà a rafforzare il team per il settore civilistico già forte della presenza della of counsel Maria Cristiana Felisi.
I giri di poltrona tra gli studi legali non sono però l’unico elemento di novità che anima il settore al momento. Tra Alma società tra avvocati e Led Taxand si è ad esempio appena consolidata una fusione che ha portato alla creazione di Alma Led. Un’integrazione che crea un’organizzazione di circa 50 professionisti tra legal e tax di cui 16 sono partner e sei equity. Una volta a regime, oltre alle sedi attuali a Milano e Roma, ci sarà una seconda sede milanese in via dell’Annunciata. Da settembre verrà sviluppato il dipartimento fiscale anche a Roma. Di recentemente è stata inoltre aperta una piccola sede a Palermo e una a Lussemburgo.
Tra i 20 principali studi legali per fatturato (vedere la tabella in pagina) sarebbero in corso da tempo ragionamenti che a tendere potrebbero portare un matrimonio di spessore. Tra gli operatori del settore si vocifera che i soggetti in questione sarebbero gli studi Pedersoli e Gattai Minoli e Partners, in fase valutativa per la possibile operazione ma ancora lontani da un possibile traguardo. Se un accordo dovesse essere raggiunto, il big deal tutto italiano creerebbe un colosso legale da oltre 300 specialisti. Solo Pedersoli nel 2022 ha fatturato oltre 52 milioni e ha attualmente oltre 160 professionisti mentre Gattai conta 170 professionisti con un fatturato annuale di circa 57 milioni lo scorso anno.
La cornice in cui si innestano tutti questi cambiamenti è sicuramente quella di un contesto economico meno spumeggiante rispetto agli anni scorsi, con le note difficoltà a finanziarsi a costi convenienti che ha spinto alla cautela le aziende sul fronte delle operazioni straordinarie. Per i grandi studi legali queste ultime sono uno dei terreni più fertili su cui far crescere il fatturato. Nonostante questo, dai conti emerge una buona reazione alla pandemia e alla stretta monetaria.
Secondo l’ufficio studi di Legalcommunity, il giro d’affari complessivo degli studi legali d’affari attivi in Italia è stato di 3,2 miliardi lo scorso anno. Erano 2,9 miliardi nel 2021, 2,6 nell’anno della pandemia e 2,5 nel 2019. Numeri non da poco nei quali però si devono considerare anche le cosiddette Big 4 (Deloitte, PwC, Kpmg e Ey) che si mangiano una buona fetta della torta, avvantaggiate da un tessuto economico fatto per lo più da pmi. In ultima analisi bisogna evidenziare che anche se le quote legal delle grandi della consulenza crescono, la quota tax è ancora preponderante. (riproduzione riservata)