Il titolo Avio il 13 maggio è schizzato fino a quota 31,86 euro a Piazza Affari dopo aver registrato una crescita dei ricavi e dell'ebitda nel primo trimestre, tipicamente il meno rilevante dell’anno, confermando la guidance per l'intero esercizio 2026. Salvo poi corregge dell’1,79% a 29,61 euro in chiusura.
In sintesi, i ricavi sono aumentati del 19% a 128,5 milioni di euro, trainati dalle attività di produzione di Vega C, dall'incremento della produzione di motori P120C/P160C per Ariane 6 e dalla crescita del settore difesa. Il portafoglio ordini è calato a 2,12 miliardi (-2%) con i nuovi ordini relativi alle attività di sviluppo sui lanciatori Vega e a un contratto per la difesa americana per i motori a propellente solido.
L’ebitda adjusted si è attestato a 5,7 milioni (+18,7%) e la posizione finanziaria netta è scesa di 32,6 milioni a 559,1 milioni, a seguito dell'iniziale riconoscimento ai fornitori degli anticipi incassati nell'ultimo trimestre del 2025.
Per quanto riguarda l’investimento di Avio per il nuovo impianto negli Stati Uniti, l’ad Giulio Ranzo ha assicurato che il gruppo sta «procedendo come previsto». Di recente è stato completato l'acquisto del terreno in Virginia e sono partiti gli ordini per le attrezzature per l'impianto che richiedono tempi di consegna più lunghi. L’impianto dovrebbe diventare operativo dalla fine del secondo semestre del 2028, ovvero tra circa tre anni. «Sebbene la visibilità sui tempi sia limitata, sono attesi ordini nel settore difesa, con la possibilità per i clienti statunitensi di utilizzare sia la capacità produttiva italiana sia quella del nuovo impianto in Usa: ciò potrebbe, a nostro avviso, accelerare il contributo potenziale a vendite e redditività», stima Banca Akros.
La guidance 2026 è stata confermata: ricavi +3/+9% a 560/590 milioni vs consenso Factset 594 milioni, ordini a 2000-2100 milioni, ebitda adjusted -17/+6% a 29/37 milioni (sconta 7/9 milioni di costi di start-up per il nuovo impianto in Usa senza i quali la guidance sarebbe 36/46 milioni ovvero -8/+18% anno su anno) vs consenso a 36 milioni, capex di 90 milioni, con circa due terzi legati all’espansione negli Stati Uniti, e utile netto -31/+12% a 8/13 milioni vs 13 milioni attesi. «Sebbene il primo trimestre sia il meno importante, la guidance 2026 appare conservativa: il fatturato, dopo il +19% anno su anno del primo, nei restanti 9 mesi registrerebbe un -1/+6% anno su anno e l’ebitda adjusted, dopo +19% nel primo trimestre, nei restanti 9 mesi registrerebbe -22/+4% anno su anno», osserva Equita.
A questo proposito l’ad Ranzo ha spiegato che al momento «non ci sono informazioni sufficientemente precise per poter rivedere al rialzo» i target 2026, anche se ha ammesso che «lo scenario prevede un rialzo significativo rispetto a quanto avevamo previsto sei o sette mesi fa». Pur alla luce di prospettive positive per il business della difesa sia in Europa, in particolare legate alla produzione dei missili Aster e dei Camm-Er, sia negli Stati Uniti, ha spiegato all’ad, «è difficile prevedere» quando e quanto questo incremento si concretizzerà.
Quanto al costo del gas per la produzione di propellente solido: l’aumento causato dalla guerra in Medio Oriente allo stato attuale è stimato che possa avere un impatto negativo di 1-2 milioni dalla stima precedente di 2/-2,5 milioni ed è ancora presto per ipotizzare rinegoziazioni coi clienti. Il management non ha, infine, escluso operazioni di M&A per integrazione verticale, ma verranno prese in considerazione quando ci sarà maggior visibilità sulla crescita di lungo termine.
Nel frattempo, l’Agenzia spaziale europea (Esa) continua a richiedere una maggior frequenza di lanci, nonostante gli sforzi finanziari dell’Ue diretti verso nuovi operatori di lancio che non stanno ottenendo risultati; di conseguenza, per Banca Akros potrebbero arrivare ulteriori fondi europei per migliorare ulteriormente la frequenza dei voli. Il nuovo e più potente motore a razzo P160 dovrebbe essere introdotto quest’estate e svolgerà un ruolo fondamentale nel rispettare l’impegno di Arianespace con Amazon per il lancio della costellazione Kuiper (ora Amazon Leo). «Questo dovrebbe contribuire al previsto miglioramento della leva operativa nelle attività spaziali», precisa Banca Akros.
«I risultati del primo trimestre sono leggermente migliori a livello operativo, con una raccolta ordini in linea e una cassa netta leggermente inferiore per il capitale circolante netto», ha commentato Equita secondo cui c’è spazio per rivedere al rialzo la guidance 2026, «ma attendiamo informazioni precise prima di farlo e ribadiamo sul titolo il rating buy e il target price a 42 euro».
Per Banca Akros i risultati trimestrali sono stati complessivamente in linea con le aspettative per l’intero esercizio. «Riteniamo che il mercato stia aspettando un flusso rilevante di nuovi ordini nel settore della difesa, la cui visibilità temporale resta ancora una volta limitata. Tuttavia, tutte le indicazioni geopolitiche suggeriscono che sia solo una questione di tempo. Nel complesso, la conference call del management di Avio è stata rassicurante. Ribadiamo il rating buy e il target price a 40 euro».
Intermonte (rating outperform e target price a 42 euro) ha confermato le sue stime per il 2026 (backlog di 2,17 miliardi, ricavi a 600 milioni, ebitda a 35 milioni e utile netto a 9 milioni), fiduciosa di rimanere sopra il punto medio della guidance per la maggior parte degli indicatori finanziari, ad eccezione dell’utile, «poiché riteniamo che l’attuale contesto geopolitico possa sbloccare ulteriori opportunità di business per Avio, portando a un possibile miglioramento della guidance con la pubblicazione dei risultati del primo semestre a settembre».
Le tensioni geopolitiche in corso si tradurranno senza dubbio in una domanda più elevata per i prodotti di Avio, anche solo per ricostituire le scorte di missili esaurite dai recenti conflitti, e quindi Intermonte non vede rischi significativi dal lato della domanda anche in caso di una graduale attenuazione delle ostilità. L’unica incertezza riguarda il timing di questi ordini, ma che avvengano nel 2026 o nel 2027 ha, per la sim, un impatto limitato, considerando il backlog già consistente, che copre interamente la guidance 2026 e fornisce visibilità su una parte significativa degli anni successivi. (riproduzione riservata)