Matteo Salvini è volato per tre giorni in missione istituzionale in Giappone. In primis il leader leghista ha incontrato le aziende automobilistiche Toyota e Honda che, tra quelle nipponiche, sono le più radicate in Italia. «Sono stati dialoghi concreti e costruttivi, dove è stata ribadita la preoccupazione per il Green deal europeo che, puntando tutto sull'elettrico, sta causando problemi letali alle storiche produzioni del Vecchio Continente e del Sol Levante», si legge nella nota del ministero dei Trasporti.
In particolare è emerso il tema dei biocarburanti, una strada fortemente caldeggiata da Salvini anche a Bruxelles, perché «rappresenterebbe una ragionevole soluzione per mantenere le tecnologie tradizionali con una riduzione delle emissioni inquinanti equiparabile a quella che può conseguirsi con l'elettrico». Da non sottovalutare poi il fatto che su ricerca e produzione di biocarburanti l'Italia sia all'avanguardia.
Nondimeno Salvini ha ribadito la perplessità sull'elettrico, anche perché «per la prima volta Bruxelles vuole imporre ai cittadini una scelta commerciale che al momento non è condivisa» e non è nemmeno utile da un punto di vista ambientale visto che «l'elettrico, rispetto ai motori tradizionali e considerando anche l'inizio della produzione e lo smaltimento delle batterie, è più inquinante».
Il vicepremier Salivini ha poi incontrato il presidente della Camera dei Rappresentanti del Giappone Fukushiro Nukag: «È stata l’occasione per ribadire l’amicizia tra i due Paesi e auspicare una sempre maggiore cooperazione», fa sapere il Mit.
I due leader si sono confrontati anche sulle complessità dei rispettivi territori ed è stato confermato «il grande interesse internazionale per il Ponte sullo Stretto (di Messina ndr) che è tema molto noto anche in Giappone». E non a caso mercoledì 9 luglio il ministro - prima di volare in Cina - visiterà il Ponte di Akashi, sullo stretto che porta lo stesso nome, il secondo ponte sospeso più lungo al mondo con i suoi 3.911 metri. Fonte di ispirazione o comunque di conferma di fattibilità di un'opera così imponente a cavallo di uno stretto. (riproduzione riservata)