L’industria automobilistica europea rischia l’ennesima battuta d’arresto a causa di problemi nella catena di fornitura. Solo che questa volta le scorte di riserva dei chip «stanno finendo» e la produzione «è a rischio immediato», ha dichiarato l’Acea, l’Associazione dei costruttori europei, in una nota ufficiale.
Alla base della crisi ci sono le frizioni con la Cina: dopo la decisione del governo olandese di assumere il controllo temporaneo del produttore di chip Nexperia, di proprietà cinese, citando rischi per la sicurezza nazionale, Pechino ha vietato le esportazione verso l’Europa.
Sul fronte politico, per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la soluzione è una: «Occorre un Chips Act 2 per garantire l’autonomia strategica europea e la salvaguardia delle nostre filiere produttive».
Il 12 ottobre scorso, il governo dei Paesi Bassi – grazie all’uso del Goods Availability Act – ha preso il controllo straordinario di Nexperia per evitare «una situazione in cui i beni prodotti dalla società possano diventare indisponibili in caso di emergenza» ha spiegato il ministro olandese dell’Economia.
Nexperia produce lastrine di semiconduttori che poi spedisce in Cina per il confezionamento e alcuni test e poi rimanda in Europa. La Cina ha reagito all'azione dei Paesi Bassi immediatamente, vietando le ri-esportazioni verso l’Europa della maggior parte dei prodotti finiti del gruppo.
Le conseguenze della ritorsione di Pechino sulla catena produttiva europea sono pesanti. Se si guarda ai numeri della produzione europea, in media, si trovano circa 500 chip Nexperia all’interno di un’auto tradizionale. Cifra che sale a 1000 se si tratta di un’auto elettrica.
La direttrice generale dell’Acea, Sigrid de Vries, il 29 ottobre ha spiegato che «è urgente trovare una via diplomatica d’uscita». L’industria automobilistica europea, ha ricordato, «non può permettersi mesi di blocco prima che vengano attivate fonti alternative di approvvigionamento».
Intanto, la Commissione Ue ha aperto dei colloqui per cercare una soluzione. «Il commissario Sefcovic è in contatto sia con funzionari cinesi sia olandesi. L’obiettivo», ha spiegato il portavoce della Commissione, Olof Gill, «è trovare una rapida soluzione a questo problema, che è grave e che ha sollevato molte preoccupazioni nell’industria europea.
«Una delegazione cinese verrà a Bruxelles sabato 1 novembre con l’obiettivo di incontrare i funzionari della Commissione. Ma ribadiamo che siamo in contatto con entrambe le parti e che stiamo cercando di trovare una soluzione urgentemente», ha concluso Gill.
«Questa crisi dei chip mostra quanto fragile sia il nostro mondo. Riguarda chip semplicissimi, usati in tutti i settori, soprattutto nelle automobili», aveva già avvertito Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, che sta fermando gli stabilimenti proprio a causa della crisi.
Come scrive Reuters, Nissan Motor e Mercedes-Benz sono tra le case automobilistiche che stanno cercando di affrontare una situazione di approvvigionamento incerta: Nissan ha chip sufficienti fino alla prima settimana di novembre. «È un problema importante», ha dichiarato Guillaume Cartier, chief performance officer della casa automobilistica, da Tokyo. «Per il momento non abbiamo una visibilità completa». Honda invece ha sospeso la produzione in uno stabilimento messicano e ha iniziato ad adeguare la produzione negli Stati Uniti e in Canada. (riproduzione riservata)