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Auto elettrica, Byd vende più di Tesla ma in borsa vale molto meno. Quanto può crescere secondo gli analisti?
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Auto elettrica, Byd vende più di Tesla ma in borsa vale molto meno. Quanto può crescere secondo gli analisti?

09 gennaio 2026, 20:00

Il colosso cinese ha venduto più veicoli elettrici della società di Musk. Ma in borsa il derby è ancora stravinto dalla casa americana che è valutata dodici volte tanto: ha ragione il mercato oppure no? 

Nel settore automotive globale c’è una distorsione nelle valutazioni. Basta mettere in fila i principali titoli mondiali dell’auto per accorgersi di come il mercato continui a premiare la narrazione tecnologica e prospettica molto più dei risultati industriali e degli investimenti effettivi in innovazione. E il derby tra Tesla, la società di Elon Musk finora regina dell’auto elettrica, e il colosso cinese dei veicoli a nuova energia (elettrico e ibrido) Byd, è diventato il simbolo più evidente di questa distanza tra valutazione in borsa e realtà.

Nelle vendite Byd batte nettamente Tesla, in borsa no 

L’anno scorso la società di Shenzhen ha consegnato nel mondo 2,26 milioni di veicoli elettrici (+28%) mentre Tesla si è fermata a 1,64 milioni (-8%). Dal punto di vista puramente industriale e commerciale, nel 2025 la traiettoria dei due gruppi ha preso una direzione chiara e opposta. Eppure sul mercato azionario, il quadro resta ribaltato: Tesla capitalizza circa 1.500 miliardi di dollari (1.227 miliardi di euro), mentre Byd deve accontentarsi di valere poco più di 120 miliardi (103 miliardi di euro), con un rapporto di oltre dodici a uno.

Il divario è ancora più netto nei fondamentali. Tesla tratta a un P/E attuale intorno a 310 volte e a un P/E atteso a un anno di quasi 200: sono livelli che non ha nessun altro grande costruttore globale di auto. Al contrario Byd ha un P/E attuale vicino a 22 volte e un P/E forward intorno a 17, coerente con una società industriale in forte crescita ma valutata con criteri tradizionali. Anche il total return a un anno contribuisce a ridimensionare il mito dell’eccezionalità borsistica di Tesla in favore della rivale cinese: il titolo della casa di Musk fa +9%, soltanto un punto percentuale in più rispetto al total return dell’8% di Byd.

La narrativa che sostiene Tesla può applicarsi a Byd?

Se Tesla fosse valutata con i multipli di Byd - circa una volta i ricavi e 20 volte gli utili - la sua capitalizzazione sarebbe attorno ai 100 miliardi di dollari. Questo significa che oltre il 90% del valore di Tesla oggi riflette aspettative future e non risultati economici già realizzati. Tradizionalmente questa discrepanza viene giustificata dal mercato sostenendo che Tesla non sia soltanto un semplice produttore di auto, ma una piattaforma tecnologica orientata alla guida autonoma, all’AI e ai robotaxi. Ma questo tipo di narrazione è davvero un’esclusiva di Tesla?

Byd ha costruito negli ultimi anni un ecosistema tecnologico di dimensioni e profondità industriale che inizia a essere assolutamente paragonabile a quello della creatura di Musk. Il gruppo cinese dispone oggi di oltre 5 mila ingegneri dedicati allo sviluppo dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas) e ha pianificato investimenti superiori ai 14 miliardi di dollari, nelle tecnologie di guida intelligente. Il sistema proprietario God’s Eye è già operativo su scala industriale, con funzionalità di parcheggio autonomo di livello 4 presentate nel 2025 e una flotta circolante che supera i 2,5 milioni di veicoli connessi.

Byd è valutata poco più dei costruttori tradizionali di auto

Questi numeri collocano Byd al centro della trasformazione tecnologica dell’auto, in un contesto - quello cinese - in cui oltre il 60% delle nuove immatricolazioni è già dotato di sistemi Adas avanzati. Il gruppo sta inoltre sviluppando modelli di addestramento basati su intelligenza artificiale e simulazioni virtuali per la gestione di scenari rari e punta a rendere le funzioni di guida assistita standard su tutta la gamma, dai modelli entry-level al segmento premium. Sfidando Tesla anche sul fronte dei prezzi.

Eppure, nonostante questa combinazione di crescita, investimenti e dati operativi, Byd continua a essere valutata dal mercato come poco più di un costruttore industriale tradizionale. Un P/E di 22 la fa sembrare sopravvalutata rispetto alla media dei produttori occidentali ma se il suo settore è in realtà quello della tecnologia applicata all’auto come per Tesla, il titolo Byd allora è sottovalutato e anche il consenso degli analisti sembra dirlo.

Secondo gli analisti Byd può crescere anche del 30% in borsa

Secondo i dati raccolti da Bloomberg, il titolo Byd - che venerdi 9 ha chiuso a 97 dollari di Hong Kong - è coperto da circa 40 analisti, dei quali ben 34, pari all’85%, esprimono un giudizio buy. Il target price medio a dodici mesi è fissato a 127 dollari di Hong Kong, il che implica un potenziale upside superiore al 30%. Almeno per gli analisti, il valore industriale e tecnologico del gruppo non è ancora pienamente riflesso nelle quotazioni.

Il confronto con il resto del settore rafforza questa lettura. Toyota, leader mondiale per volumi, tratta a multipli intorno a 9-10 volte gli utili, pur garantendo solidità finanziaria e rendimenti complessivi spesso superiori a quelli di Tesla. I grandi gruppi europei come Volkswagen, Bmw e Mercedes-Benz restano compressi su P/E a una cifra, penalizzati dalla ciclicità e dai costi della transizione elettrica ma sostenuti da generosi dividendi. Soltanto Ferrari rappresenta l’eccezione europea, con multipli elevati, giustificati però da un modello di lusso basato su scarsità programmata e pricing power strutturale.

La sfida tra Byd e Tesla si accenderà anche in borsa?

Il derby Byd-Tesla si gioca quindi anche in borsa, con il colosso cinese chiamato a valorizzare anche sul mercato azionario il sorpasso compiuto nelle vendite di auto elettriche. In questo quadro il confronto sul titolo della società di Musk è sempre più polarizzato. Da un lato c’è il fronte di esperti che vede nel gruppo una piattaforma tech che il mercato sta prezzando in anticipo. Ma dall’altro c’è anche un gruppo di analisti più critici che ritiene che le valutazioni riflettano soprattutto aspettative e storytelling di Musk. Come Gordon Johnson di GLJ Research, il più grande ribassista su Tesla che, mantenendo il rating sell, ha però alzato il target price da 19,05 a 25,28 dollari: è comunque un livello inferiore del 95% rispetto all’attuale valutazione.

Probabilmente anche quello di GLJ Research è un eccesso, così come lo sembra la capitalizzazione di Tesla rispetto al resto dell’auto. Ma il 2026 appena iniziato può fare da banco di prova per le valutazioni del settore. La capacità di Tesla di tradurre le promesse su robotaxi e automazione avanzata in soluzioni operative, replicabili e redditizie sarà decisiva per legittimare multipli che restano un unicum nel comparto automotive. Senza progressi reali e tangibili, il rischio è quello di un progressivo riassorbimento delle valutazioni. Mentre nel frattempo la rivale Byd continua ad accumulare scala, investimenti e consenso tra gli analisti, pur rimanendo incasellata dal mercato in una logica valutativa da costruttore tradizionale. (riproduzione riservata)



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