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Auto cinesi, l’obiettivo è produrne in Europa un milione già nel 2028: la sfida di Byd, Geely, Chery e Leapmotor
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Auto cinesi, l’obiettivo è produrne in Europa un milione già nel 2028: la sfida di Byd, Geely, Chery e Leapmotor

25 febbraio 2026, 11:00 Ultimo aggiornamento: 11:02

Ci sono progetti per 13 stabilimenti di gruppi cinesi tra Ue e Turchia, di cui 7 già confermati: secondo uno studio, la capacità produttiva in Europa sarà di 200 mila veicoli nel 2026 e 760 mila nel 2027

I costruttori cinesi puntano a superare il milione di auto prodotte in Europa entro il 2028, mentre nel frattempo Bruxelles continua a rinviare le decisioni sul contenuto minimo locale. È quanto emerge da uno studio del Clifa (Comité de liaison des industries fournisseurs de l’automobile) riportato dal portale francese Auto Infos.

Oggi sono già dodici i progetti di impianti cinesi in Europa - tredici includendo la Turchia - di cui sette sono confermati, per oltre 4 miliardi di euro di investimenti. Le capacità produttive complessive dovrebbero raggiungere 200 mila veicoli nel 2026, 760 mila nel 2027 e superare il milione l’anno successivo.

Byd sembra il gruppo più avanti in Europa

Il gruppo più avanzato è Byd, che nel 2025 ha immatricolato 187.600 auto in Europa (+270%). Il colosso dell’elettrico ha avviato la pre-produzione nel nuovo stabilimento di Szeged, in Ungheria, dove inizierà assemblando i modelli Dolphin Surf e Atto 2, con le prime consegne attese nel secondo semestre. La capacità iniziale è di 150 mila unità annue, facilmente raddoppiabile fino a 300 mila. In parallelo il gruppo prepara un ulteriore impianto in Turchia e un possibile terzo sito in Spagna.

Anche Geely accelera: produrrà con Volvo Cars a Kosice, in Slovacchia, dal 2028. Il primo modello sarà la Polestar 7, Suv compatto elettrico premium. L’investimento stimato è di circa 1,2 miliardi di euro, con capacità fino a 250 mila vetture l’anno. Geely è inoltre partner di Renault nella joint venture motoristica Horse e, pur senza progetti ufficiali in Europa, non esclude in futuro assemblaggi in siti del gruppo francese.

Saic valuta, Chery e Leapmotor (Stellantis) iniziano in Spagna

Sul fronte dei marchi in espansione, il gruppo statale Saic Motor - proprietario di MG, primo brand cinese per vendite in Europa con 317 mila unità nel 2025 - sta valutando un impianto dedicato nel continente. Chery ha già avviato attività di assemblaggio (Semi-Knocked Down) nell’ex stabilimento Nissan di Barcellona e lancerà in Francia i marchi Omoda e Jaecoo, dopo aver venduto 135 mila unità in Europa lo scorso anno.

Leapmotor, partecipata al 21% da Stellantis, dovrebbe produrre modelli propri a Saragozza, nello stabilimento spagnolo che oggi assembla Peugeot 208, Opel Corsa e Lancia Ypsilon. Xpeng ha invece avviato l’assemblaggio presso gli impianti di Magna a Graz, in Austria.

Obiettivo: aggirare i dazi dell’Ue ma non solo

L’obiettivo è chiaro: aggirare i dazi europei sulle elettriche importate dalla Cina, che possono arrivare fino al 45% per MG. Tuttavia, secondo il Clifa, il contenuto locale iniziale di questi impianti sarebbe inferiore al 30%, con target del 50%, mentre la Commissione Europea si orienterebbe verso una soglia intorno al 70% per il «made in Europe». Una proposta era inizialmente attesa tra il 25 e il 26 febbraio, ma è stata poi posticipata al 4 marzo.

Parallelamente avanzano i produttori di batterie. Il leader mondiale Catl ha tre progetti chiave: uno stabilimento operativo in Turingia (14 GWh), una gigafactory da 100 GWh in costruzione a Debrecen, in Ungheria (7,3 miliardi di euro di investimento) e una joint venture con Stellantis a Saragozza fino a 50 GWh con tecnologia Lfp, per un investimento fino a 4 miliardi e avvio a fine 2026. Anche Envision investe in Europa: scelta da Renault nel 2021 per una gigafactory a Douai, nel nord della Francia, destinata a modelli elettrici come la R5, con una capacità prevista di 24 GWh entro il 2030 e oltre 200 milioni di euro di fondi pubblici. (riproduzione riservata)



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