Autostrade per l'Italia (Aspi) archivia il primo semestre del 2026 con un utile netto di 378 milioni di euro, in flessione di 137 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma conferma la solidità della gestione operativa e il ritmo del piano di ammodernamento della rete. La società controllata da Cdp e dai fondi Blackstone e Macquarie spiega che il calo dell'utile è riconducibile soprattutto ai maggiori ammortamenti legati all'avanzamento degli investimenti e all'assenza delle plusvalenze contabilizzate nel primo semestre del 2025.
I ricavi operativi salgono del 2% a 2,2 miliardi di euro, sostenuti dall'aumento dei ricavi da pedaggio, cresciuti di 55 milioni a 1,9 miliardi. L'ebitda raggiunge 1,2 miliardi, in progresso dell'1%, mentre il cash flow operativo (funds from operations) aumenta del 4% a 878 milioni, confermando la capacità del gruppo di generare cassa nonostante l'intenso programma di investimenti.
Nel semestre Aspi ha destinato oltre 1,07 miliardi di euro a manutenzioni e investimenti, in linea con il target annuale di circa 2,4 miliardi. Di questi, 574 milioni sono stati impiegati per l'ammodernamento della rete, con interventi su ponti, viadotti, gallerie e barriere di sicurezza.
Proseguono inoltre i cantieri strategici, tra cui la terza corsia dell'A1 tra Barberino e Firenze Sud-Incisa, la riqualificazione del tratto Barberino-Firenze Nord, il prolungamento della tangenziale di Modena e le attività preliminari per il tunnel subportuale di Genova.
L'indebitamento finanziario netto si attesta a poco più di 11 miliardi di euro, in aumento di 328 milioni rispetto a fine 2025, mentre il gruppo mantiene una solida posizione di liquidità, con circa 5,8 miliardi tra disponibilità finanziarie e linee di credito committed.
Sul fronte dell'outlook, Aspi stima per l'intero 2026 una crescita dei volumi di traffico dei volumi di traffico di circa lo 0,5%, pur richiamando le persistenti incertezze del quadro macroeconomico e geopolitico, a partire dall'andamento dei costi energetici. Resta invece ancora aperto il dossier del nuovo piano economico-finanziario: la società segnala che non è al momento possibile prevedere i tempi dell'approvazione della proposta di aggiornamento del Pef, trasmessa dal concedente alla Commissione europea per le verifiche preventive sulle misure di riequilibrio previste. (riproduzione riservata)