L'Asia recepisce la buona chiusura di Wall Street nonostante le incertezze sulla guerra in Ucraina. Allora ore 7:10 italiane il Nikkei sale dello 0,8%, l'Hang Seng dello 0,4%, Shanghai è appena sopra la parità. L'oro guadagna lo 0,25% a 1.927 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano continua a correre, +3,41% a 114,37, mentre l'euro scivola sotto quota 1,11 a 1,1098 (-0,21%, tornando indietro ai livelli di maggio 2020). In debolezza anche yen e sterlina. I mercati comprano T bond Usa decennale, il cui rendimento scende durante la sessione asiatica dall'1,87% all'1,85%, mentre i futures su Wall Street sono piatti per ora. Non solo il greggio, anche il gas è carissimo, ha sfondato il tetto di 166 euro al megawatt ora ieri sera ad Amsterdam, con una volata del 43% a 174 euro.
Dal canto suo, il Brent che ha toccato brevemente i 118 dollari al barile, il massimo dall'inizio del 2013, mentre la Russia ha continuato il suo assalto all'Ucraina. L'Aie, negli Usa, ha avvertito che la sicurezza energetica globale è minacciata e ha accettato di rilasciare 60 milioni di barili di riserve di petrolio sui mercati per calmierare i prezzi. Nel frattempo, l'Opec+ (che include anche la Russia) si è attenuta a un previsto aumento della produzione di 400mila barili al giorno a partire da aprile.
A spingere i rialzi, il fatto che gli Stati Uniti hanno preso di mira il settore russo della raffinazione del petrolio con nuovi limiti alle esportazioni e ieri la Bielorussia con nuove restrizioni all'esportazione, anche se finora si sono fermati dall'emettere sanzioni contro il petrolio e gas russi per timore di un'ulteriore fiammata dei prezzi dell'energia. A questo si aggiunga che le scorte di greggio statunitensi hanno continuato a diminuire, con i livelli nel centro di stoccaggio di Cushing, in Oklahoma, che sono scesi ai minimi dal 2018.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sta facendo della lotta contro l'inflazione la sua priorità assoluta. Ieri ha detto che un aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto questo mese è adeguato, confermando così le attese dei mercati degli ultimi giorni, mentre solo a febbraio le attese erano per un rialzo a marzo dello 0,5% (il Fomc è previsto per il 15-16 del mese). Il governatore della Fed ieri ha poi aggiunto che è troppo presto per concludere in che modo l'invasione russa dell'Ucraina influenzerà l'economia statunitense, ma ha riconosciuto che la guerra potrebbe innescare un riordino a lungo termine delle relazioni internazionali che probabilmente rimodellerebbe le economie dell'Europa occidentale.
Nel frattempo, la conquista della Russia della città portuale di Kherson, nell'Ucraina meridionale, rende sempre più chiaro che la sua invasione, sebbene rallentata nel nord, sta guadagnando terreno nelle pianure costiere del Paese. Insieme al passaggio a un'artiglieria più aggressiva e ad attacchi aerei, sta portando a un temperamento dell'ottimismo sulla capacità dell'Ucraina di sostenere la resistenza contro una forza di gran lunga più potente. Un numero crescente di superyacht degli oligarchi russi nel frattempo si sta dirigendo alle Maldive, scrive Bloomberg, mentre Roman Abramovich sta vendendo il Chelsea Football Club e prevede di donare i proventi netti alle vittime della guerra in Ucraina.
Sempre Bloomberg mette in evidenza oggi che i funzionari a Washington stanno riconoscendo che i legami tra Russia e Cina, a lungo considerati come un "matrimonio di convenienza", hanno ora il potenziale per rimodellare la politica globale. Non a caso, due fra le maggiori banche cinesi hanno interrrotto i prestiti alla Russia.
L'indice di fiducia dei consumatori in Giappone è sceso al minimo degli ultimi 9 mesi a quota 35,3 a febbraio da 36,7 del mese precedente, nonostante l'estensione delle restrizioni sul Covid in alcune regioni. Tutti i sottoindici sono peggiorati: dai mezzi di sussistenza complessivi, alla crescita del reddito, percezioni sull'occupazione e acquisto di beni durevoli. (riproduzione riservata)