L’Asia si muove positiva, mercoledì 22 marzo, prima del meeting della Fed molto atteso in cui si cercherà di capire se la Banca centrale americana è più interessata a raffreddare l’inflazione o all’equilibrio dei mercati finanziari in seguito al fallimento e al salvataggio di diverse banche di medie dimensioni negli Usa. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dell’1,95%, Hong Kong dell’1,9%, Shanghai è appena sopra la parità come i futures su Wall Street.
L’oro sale a 1.943 dollari l’oncia, il petrolio Wti americano cede invece lo 0,4% a 69 dollari il barile dopo due sessioni positive, laterali le valute con l’euro che passa di mano a 1,0771, lo yen a 132,43, la sterlina a 1,2228. Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 3,6% di inizio sessione asiatica al 3,582%.
Il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha detto che gli Stati Uniti sono disposti a intraprendere ulteriori azioni per proteggere i depositi e questo ha consolidato i rialzi in borsa ieri sera.
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La People's Bank of China ha annunciato per la prima volta quest'anno un taglio a sorpresa al coefficiente di riserva obbligatoria degli istituti di credito per aiutare la ripresa economica. Il ratio (RRR) sarà ridotto per quasi tutte le banche di 25 punti base.
La decisione non si applica a una minoranza di istituti che «hanno già implementato un coefficiente di riserva del 5%», spiega la PboC. La decisione entrerà in vigore il 27 marzo.
L'amministrazione Biden è pronta ad annunciare rigide restrizioni sulle nuove operazioni in Cina da parte dei produttori di semiconduttori che ottengono fondi federali per costruire negli Stati Uniti.
Il Chips and Science Act da 50 miliardi di dollari impedirà alle aziende che ottengono sovvenzioni di aumentare la produzione del 5% per i chip avanzati e del 10% per la tecnologia più vecchia e porrà un limite di spesa agli investimenti tech in Cina.
I limiti rientrano nella decisione di Washington per contrastare le ambizioni tecnologiche di Pechino, assicurandosi allo stesso tempo la fornitura dei componenti che sono alla base delle tecnologie rivoluzionarie, spiega Bloomberg,
I mercati restano con gli occhi puntati al meeting della Fed di mercoledì sera. La Banca centrale può guardare oltre la scarsa liquidità nel mercato dei Treasury e continuare a far salire i tassi, secondo JP Morgan. Mentre i livelli degli scambi nel più grande mercato obbligazionario del mondo si sono recentemente ridotti, l'impatto della crisi bancaria sui prezzi non è stato così grave come quello che è avvenuto durante l'inizio della pandemia, scrive la banca d'investimento. La tensione sulle banche non sta influenzando la stabilità finanziaria e la Fed farà questa distinzione quando deciderà il suo percorso politico, scrivono gli analisti.
L'umore ancora fragile del mercato emerge però nell'ultima indagine di BofA sui gestori di fondi globali, che ha trovato il pessimismo vicino al peggior livello negli ultimi 20 anni tra i timori del rischio finanziario e una fuga dai titoli bancari. Tutto ciò mette la Fed per contro in una posizione difficile.
Goldman Sachs, per esempio, sostiene che lo stress bancario causerà un inasprimento dei prestiti che è essenzialmente lo stesso di un aumento dei tassi, quindi una pausa sarebbe giustificata. Un'ulteriore complicazione è se la Fed smetterà pro tempore di vendere i titoli di debito del Tesoro, il cosiddetto Quantitative Tightening.
Avendo persino scontato il rischio di un taglio dei tassi la scorsa settimana, i futures ora indicano una probabilità dell'86% di un aumento di un quarto di punto al 4,75-5,0%.
Gli investitori sono tornati ad aspettarsi un ulteriore aumento a maggio, con la possibilità di un taglio già a luglio e tassi al 4,25-4,50% entro la fine dell'anno. (riproduzione riservata)