L'Asia trova serenità martedì 13 luglio, alle ore 7:05 italiane l'Hang Seng sale dello 0,44%, Hong Kong dello 0,78%, Shanghai dello 0,43%, mentre l'oro viaggia laterale a 1.723 dollari per oncia e il petrolio Wti americano, scivolato ieri sotto i 100 dollari, scambia in leggera debolezza a 95,7 dollari il barile. Resta la paura di fondo di una recessione innescata dagli aumenti dei tassi delle banche centrali per raffreddare un'inflazione vicina alla doppia cifra resa ancora più resistente dalla guerra in Ucraina e dal ritorno dei lockdown in Cina.
L'euro torna a indebolirsi a 1,0034, lo yen scambia a 136,99, la sterlina in leggero rialzo a 1,1902, il T bond decennale vede il rendimento salire dal 2,96% al 2,979% mentre i futures su Wall Street sono poco sopra la parità per ora dopo aver perso circa l'1% nella sessione precedente.
Martedì Bloomberg avverte che l'idea di un rimbalzo delle borse cinesi è destinato per ora a fallire, "così come l'idea che gli asset del Paese possano essere un rifugio affidabile per gli investitori durante i periodi di stress del mercato globale". I mercati finanziari cinesi stanno lanciando "segnali che un altro ciclo di lockdown causa Covid potrebbe creare più turbolenze per l'economia". L'indice azionario Hang Seng China Enterprises ha perso quasi il 9% dal 28 giugno a causa della minaccia di una nuova sottovariante Covid rilevata a Shanghai. Lo yuan resta debole sul dollaro e lo stress del lato delle obbligazioni si sta intensificando in mezzo alle turbolenze del settore immobiliare. Nel frattmepo, i prezzi del minerale di ferro sono scesi al minimo degli ultimi sette mesi, segnale di frenata della produzione industriale.
L'outlook sul mercato petrolifero pubblicato dall'Opec per il 2023 prevede che la crescita della domanda globale supererà l'aumento delle forniture di 1 milione di barili al giorno. Per colmare il divario, l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio dovrebbe aumentare significativamente la produzione, ma i membri sono già molto indietro rispetto ai volumi necessari a causa di una storica mancanza di adeguati investimenti o per instabilità politica. Nonostante le prospettive, il petrolio è crollato lunedì dell'8% circa a causa dei timori di una recessione in arrivo.
La Bank of Korea ha alzato martedì 13 luglio il costo del denaro di 50 punti base al 2,25%, l'aumento più consistente da quando la banca centrale di Seul ha adottato i tassi di interesse nel 1999, intensificando la battaglia contro l'inflazione, ai massimi degli ultimi 23 anni. La mossa di mercoledì ha seguito cinque precedenti aumenti dello 0,25% ciascuno, con il governatore Rhee Chang-yong che aveva anticipato un grande rialzo nonostante le preoccupazioni sull'aumento del carico del debito per le piccole imprese e i proprietari di case.
Il board della Banca centrale sud coreana ha avvertito che è in arrivo un ulteriore inasprimento poiché l'inflazione rimarrà al di sopra del 6% per qualche tempo e sarà sostanzialmente al di sopra della previsione di maggio del 4,5% per il 2023, mentre l'inflazione core dovrebbe rimanere al 4% o andare oltre. Nel frattempo, la crescita del Pil 2022 dovrebbe essere leggermente inferiore alla previsione di maggio del 2,7%, a causa del rallentamento delle esportazioni dovuto all'indebolimento della crescita economica.
La Banca centrale della Nuova Zelanda (Reserve Bank of New Zealand) ha alzato i tassi dello 0,5% mercoledì 13 luglio al 2,5%, il terzo aumento di mezzo punto e in linea con le stime di mercato. Il board ha avvertito che continuerà a inasprire la politica monetaria fino a quando non sarà sicuro che le condizioni siano sufficienti per raffreddare le aspettative di inflazione e portare il costo della vita all'interno dell'intervallo target 1-3%.
La decisione di mercoledì è stata il sesto aumento consecutivo dei tassi, con il comitato che ritiene che sia gli elevati costi alimentari che energetici sia l'incremento dei tassi di interesse sui mutui in Nuova Zelanda porteranno a una spesa discrezionale delle famiglie più contenuta nei prossimi trimestri. A questo si aggiunga che una recrudescenza dei contagi da Covid e un aumento di altre malattie stagionali continuano a limitare la capacità produttiva del Paese. (riproduzione riservata)