Il Nikkei chiude bene la settimana, alle ore 7:10 italiane sale dell'1,2% portandosi ai massimi degli ultimi 2 mesi mentre i listini cinesi sono chiusi per il Dragon Boat Festival. L'indice Asia Dow viaggia positivo dello 0,4%. Il Fareast sta recependo gli effetti positivi del rally di Wall Street, con il Nasdaq che è balzato del 2,7% e che sta facendo correre i titoli tech del Giappone. Questo dopo la pubblicazione dei dati sui salari delle imprese inferiori alle attese che hanno suscitato speranze per una Fed meno falco nelle prossime riunioni.
L'oro viaggia laterale a 1.871 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,47% a 116,32 dollari il barile, restando comunque a livelli molto alti, mentre le valute viaggiano laterali dopo aver corso ieri sul dollaro. L'euro passa di mano a 1,0749, lo yen a 129,86, la sterlina a 1,2567. Il T bond Usa decennale rende il 2,922%, con i futures su Wall Street per ora deboli.
L'Opec+ non fa molto, produrrà 648.000 barili in più al giorno contro una perdita di 1 milione dalla Russia
Venerdì i futures sul greggio Wti si sono stabilizzati sopra i 116 dollari al barile, mantenendo i guadagni della sessione precedente, dopo che un incontro dell'Opec+ molto atteso ha messo sul piatto solo un modesto aumento della produzione di greggio nonostante le speculazioni su un maggiore imcremento dell'offerta. Il cartello dei principali produttori di petrolio ha deciso di aumentare la produzione di 648.000 barili al giorno a luglio e agosto invece dei 432.000 barili al giorno precedentemente concordati, una mossa che è stata considerata appena sufficiente per compensare la perdita di fornitura dalla Russia.
La produzione russa è diminuita di 1 milione di barili al giorno dall'invasione dell'Ucraina ed è probabile che cali ulteriormente con l'entrata in vigore del divieto Ue sul petrolio degli Urali. Si è ipotizzato che i sauditi si stessero preparando a pompare molto di più come parte di un ripristino delle relazioni con negli Stati Uniti e c'erano persino ipotesi che la Russia potesse essere esentata dagli accordi mensili di fornitura di greggio all'Opec+, ma entrambi i casi non si sono verificati. I futures sul Wti sono aumentati di quasi il 2% finora questa settimana e stanno correndo per il sesto incremento settimanale.
Shanghai, oltre 2 milioni di persone ancora in lockdown. Scoppiano conflitti con la polizia
Dal 1 giugno Shanghai, la città più grande della Cina con 26 milioni di abitanti e il maggior porto al mondo, ha riaperto le attività dopo oltre due mesi di lockdown stretto. Tuttavia, per milioni di persone la situazione pare non essersi modificata, restano infatti ancora rinchiuse a casa, scrive Bloomberg e leggere che il governo esalta la vittoria della città sul Covid-19, quanto è scritto in prima pagina sul quotidiano di Stato People's Daily giovedì ("Sono stati raggiunti grandi risultati nella difesa di Shanghai"), risulta essere irritante.
Più di due milioni di persone vivono ancora in varie forme di restrizione e alcune sono così frustrate dall'essere confinate che sono scoppiati diversi conflitti con la polizia. Mentre il numero di nuovi contagi è sceso a poco più di una dozzina al giorno dal picco di 27.000 di aprile, resta l'apprensione tra i residenti sulla possibilità di una nuova ondata. (riproduzione riservata)