L’indice Nikkei in testa alle borse asiatiche con l'entusiasmo per l'AI che spinge gli investitori verso i titoli del settore tecnologico, mentre i mercati cinesi continuano a scendere a causa delle preoccupazioni persistenti per un rallentamento della ripresa economica. In scia alla spinta positiva da Wall Street, dopo che gli indici azionari statunitensi hanno segnato nuovi massimi venerdì 19 gennaio grazie ai guadagni eccezionali nel settore tecnologico, l’indice Nikkei della borsa giapponese ha registrato un aumento dell’1,62% a 36.546 punti, a un nuovo massimo degli ultimi 34 anni, mentre il più ampio Topix ha guadagnato l’1,39% e raggiunto il suo livello più alto dal 1990.
Yamaha Motor ha registrato la performance migliore con un progresso del 5,4% dopo l'annuncio dell’acquisizione del produttore di motori elettrici, Torqeedo, dalla tedesca Deutz Ag. In evidenza anche le principali azioni tecnologiche giapponesi, in particolare quelle con un’esposizione al settore della produzione di chip: Advantest Corp e Tokyo Electron sono salite, rispettivamente, del 3% e dell'1% dopo che la scorsa settimana Tsmc, il più grande produttore di chip su contratto al mondo, ha rilasciato un outlook positivo per il 2024 sulla base della domanda alimentata dall'AI. Più in generale, la forza delle azioni giapponesi è stata alimentata dalla crescente convinzione che la Banca del Giappone (BoJ) manterrà la sua politica ultra accomodante al termine della riunione di martedì 23 gennaio.
Prende, infatti, il via oggi, 22 gennaio, la due giorni di politica monetaria dell'istituto centrale nipponico Gli economisti si aspettano che la BoJ mantenga il tasso di interesse a -0,1%, e continui anche a gestire il meccanismo di controllo della curva dei rendimenti, consentendo ai rendimenti decennali di fluttuare in un intervallo tra -1% e 1%, con un obiettivo del 0%. L'attenzione sarà focalizzata su eventuali indicazioni da parte del governatore, Kazuo Ueda, su quando la banca conta di iniziare ad alzare i tassi. Ma funzionari della BoJ hanno citato ripetutamente la necessità di mantenere una politica estremamente accomodante per sostenere la crescita economica giapponese. Segnali recenti di un'inflazione in rallentamento nel paese (in settimana i dati sull'indice dei prezzi al consumo di Tokyo) e il terremoto nel Giappone centrale implicano una minor pressione sulla banca centrale per iniziare immediatamente un irrigidimento della politica. «Con l'impatto economico del terremoto ancora incerto e il paese impegnato negli forzi di ricostruzione dopo il disastro, sembra razionale che la banca centrale eviti di scuotere le acque per ora», hanno commentato gli analisti di IG in una nota recente. Il consenso generale è che la BoJ inizierà a irrigidire la politica solo nel secondo trimestre del 2024, quando la banca avrà molti più dati economici per prendere una decisione. Qualsiasi aumento dei tassi di interesse segnerà la fine di quasi un decennio di politica monetaria estremamente accomodante, segnando una nuova era per l'economia giapponese.
In progresso anche il Kospi della Corea del Sud (+1,34%) con i principali produttori di chip sudcoreani, Samsung Electronics e SK Hynix, saliti entrambi di oltre l'1%. Sempre i guadagni del settore tecnologico hanno aiutato l'indice Asx 200 dell'Australia a salire dello 0,5% nonostante la debolezza nelle principali azioni minerarie. Il produttore di terre rare Lynas Rare Earths è sceso dell’1,8% dopo aver registrato un calo di oltre il 50% dei ricavi trimestrali a causa del calo della domanda cinese.
Ancora sotto pressioni i listini cinesi a causa delle continue preoccupazioni per un rallentamento della ripresa economica nel paese. L'indice blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 è sceso dello 0,93%, mentre il Composite di Shanghai è sceso dello 0,47%. Il peggiore è stato l'indice Hang Seng di Hong Kong, in ribasso del 3% a un nuovo minimo degli ultimi 15 mesi, a causa dei continui deflussi dall'estero per l'aggravarsi dei problemi economici della regione. Di fronte alla debolezza dei mercati nazionali, gli investitori della Cina continentale si stanno precipitando nei fondi che investono nei mercati esteri, come il Giappone e l'India.
La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha mantenuto invariati i tassi sui prestiti ai minimi storici, segnalando che ha un margine di manovra limitato per allentare le condizioni monetarie alla luce delle pressioni ribassiste sullo yuan. Gli attacchi contro le navi di passaggio nel Mar Rosso hanno aumentato le pressioni sulle aziende esportatrici in Cina a causa dei ritardi e dei crescenti costi delle spedizioni.
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