L'Asia è volatile, oggi, verso fine seduta inizia a virare in negativo nella settimana delle banche centrali. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei è piatto, l'Hang Seng perde l'1% e Shanghai scambia laterale. L'oro si muove a 1.845 dollari per oncia, il petrolio Wti americano resta in area 120 dollari il barile (119,39). Il sentiment dei mercati rimane offuscato dalle prospettive di tassi di interesse più elevati dopo il rapporto sull'occupazione Usa della scorsa settimana e in vista dei dati sull'Indice dei Prezzi al Consumo (Ipc) di venerdì che probabilmente indicherà un costo della vita alto a maggio.
Sul fronte valutario, il dollaro rialza la testa, sale dello 0,9% sullo yen mandando ls valuta giapponese ai minimi di oltre 20 anni a 132,93 e dello 0,5% sulla sterlina a 1,2484, mentre l'euro scambia invariato a 1,0684, in attesa che giovedì la Bce annunci l'aumento dei tassi. Il T bond decennale vede il rendimento salire dal 3,04% al 3,05%, mentre i futures su Wall Street sono in deciso rosso (Nasdaq -1%).
La Banca centrale australiana alza i tassi dello 0,5%, oltre le attese
La Reserve Bank of Australia ha aumentato i tassi di 50 punti base portandoli allo 0,85% durante la riunione di giugno 2022, un aumento superiore al consenso del mercato di 25 punti base. Un rialzo di questa entità non si vedava da 12 anni. Il board della Banca centrale ha spiegato che il supporto monetario non è più necessario tra la resilienza dell'economia australiana e le attuali pressioni inflazionistiche.
Il mercato del lavoro è forte, ha detto la RbA, l'occupazione è cresciuta in modo significativo e il tasso di disoccupazione è al livello più basso da quasi 50 anni. Il board ha segnalato un ulteriore inasprimento a breve, aggiungendo che l'entità e la tempistica dei futuri aumenti dei tassi di interesse saranno guidati dai dati in arrivo e dalla valutazione delle prospettive sull'inflazione e il mercato del lavoro. Il comitato ha ribadito di essersi impegnato a fare quanto necessario per garantire che l'inflazione torni all'obiettivo prefissato.
Dollaro australiano ai massimi da 8 anni, yen ai minimi da oltre 20 anni
I rendimento dei titoli di Stato australiani a 10 anni è salito al 3,4% all'inizio di giugno, avvicinandosi al massimo degli ultlimi 8 anni del 3,6%. L'economia australiana è cresciuta dello 0,8% nel primo trimestre del 2022 superando le aspettative e indicando un miglioramento della spesa da consumi con il rapporto risparmio/reddito delle famiglie sceso al minimo della pandemia.
Martedì lo yen giapponese si è deprezzato oltre il valore di 132 per dollaro, scendendo ai minimi di oltre vent'anni, tra la crescente divergenza politica e l'aumento del differenziale dei tassi di interesse fra Giappone e Stati Uniti. Il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato lunedì che la Banca del Giappone non vacillerà nel suo allentamento monetario aggressivo per sostenere l'economia e garantire una crescita salariale più solida, rafforzando l'idea che la BoJ rimarrà un istituto anomalo tra le principali banche centrali che stanno passando a una politica monetaria più restrittiva per frenare l'impennata dell'inflazione.
La BoJ ha lasciato invariato il tasso di interesse a breve termine al -0,1%, portando i rendimenti dei bond decennali a circa lo 0% ad aprile e spiegando che acquisterà quantità illimitate di titoli a 10 anni per difendere un limite di rendimento implicito dello 0,25% tutti i giorni (è il controllo della curva). Una politica monetaria in netto contrasto con quella degli Stati Uniti, con il Treasury decennale che ha superato il 3% per la prima volta nell'ultimo mese mentre gli investitori si preparano a nuovi rialzi dei tassi fra una settimana. (riproduzione riservata)