Le borse asiatiche aprono la giornata di martedì 2 agosto con perdite che rasentano il 3%. Gli investitori temono che Nancy Pelosi, Speaker della Camera in visita nel Fareast, arrivi oggi a Taiwan in aperta sfida alla Cina. "Pelosi non ha ancora annunciato una visita a Taiwan e sta a lei decidere". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing con la stampa una decina di ore fa.
Alle ore 7:05 italiane il Nikkei perde l'1,4%, l'Hang Seng il 2,7%, Shanghai il 2,86%, l'oro sale dello 0,12%, il petrolio Wti americano cede lo 0,67% a 93,26 dollari il barile.
L'euro passa di mano a 1,0271, lo yen è in rally anche oggi, sale dello 0,64% a 130,77, la sterlina scambia a 1,2248. Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 2,57% al 2,55%, mentre i futures su Wall Street sono in rosso in media per lo 0,40%.
Anche i mercati di Corea del Sud e Australia sono in netto ribasso, recepiscono la chiusura debole di Wall Street nella sessione precedente, con il rischio di una recessione globale che sta scuotendo il sentiment degli investitori.
La presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi dovrebbe visitare Taiwan martedì, ignorando le minacce cinesi di rappresaglie se il suo viaggio nell'isola democratica avrà luogo. Pelosi diventerebbe così il primo Speaker a visitare Taiwan in 25 anni: sarebbe una mossa fondamentale da parte del terzo più alto funzionario eletto degli Stati Uniti e potrebbe aumentare il rischio di uno scontro militare, data la posizione di lunga data della Cina secondo cui Taiwan è suo territorio.
Un incontro tra Pelosi e il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen potrebbe avvenire mercoledì, anche se il programma di Pelosi è ancora in evoluzione, ricorda Bloomberg. La Cina ha avvisato che i suoi militari avvierebbero un'azione non specificata se i Democratici visitassero Taiwan e che non "starebbero a guardare". L'amministrazione Biden ha a sua volta avvertito Pechino di non fare nulla di avventato.
"Non abboccheremo, né prenderemo parte ad un duello a sciabola", ha commentato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale John Kirby. "Allo stesso tempo, non ci faremo intimidire. Continueremo ad operare nei mari e nei cieli del Pacifico occidentale come abbiamo fatto per decenni".
Nancy Pelosi è atterrata ieri a Singapore, alla guida di una delegazione formata da cinque legislatori democratici. Durante la sua visita ufficiale alla città Stato, la portavoce della Camera Usa aveva in scaletta l'incontro con il presidente Halimah Yacob, il primo ministro Lee Hsien Loong ed alcuni ministri di gabinetto.
Seguiranno incontri in Malesia, Corea del Sud e Giappone. Scopo del viaggio è "riaffermare l'impegno irremovibile degli Stati Uniti nei confronti di alleati e amici nell'Indo-Pacifico". Pace, sicurezza, crescita economica, commercio internazionale, cambiamento climatico e diritti umani saranno i temi di discussione durante le visite. "Un Indo-Pacifico libero e prospero gioverà non solo agli Stati Uniti ma anche al mondo intero", ha dichiarato la speaker.
La portaerei Usa Ronald Reagan e il suo gruppo d'attacco, intanto, si trovano vicino a Taiwan nel Mar delle Filippine, a est del Canale di Bashi, come parte di un riposizionamento degli asset militari Usa. Il Liberty Times di Taipei cita a tal proposito i monitoraggi delle unità navali Usa del network semi-ufficiale cinese Scspi (South China Sea Probing Initiative) a poche ore dalla possibile tappa nell'isola della speaker Usa Nancy Pelosi. Secondo la rotta seguita, la portaerei è in condizioni per coprire la visita. Il gruppo d'attacco, partito il 26 luglio da Singapore, include in situazioni normali da uno a due sottomarini nucleari.
Sul fronte cinese, invece, la portaerei Shandong, la seconda commissionata dalla Cina, si troverebbe nell'Hainan, dove è arrivata una decina di giorni fa. Nell'isola fortificata nel mar Cinese meridionale, invece, sarebbero stati dislocati vari jet da combattimento, mentre unità navali sono state registrate soprattutto per seguire il gruppo d'attacco della Reagan. Infine, il ministero della Difesa di Taiwan ha segnato in serata l'incursione di quattro caccia J-16 cinesi nel suo spazio di identificazione aerea di Difesa dell'isola. Pur se lontana dai record degli scorsi mesi, il blitz rappresenta il segnale della volontà di Pechino di non voler allentare il pressing su Taiwan, isola considerata come parte "inalienabile" del suo territorio, da riunificare con la forza, se necessario. (riproduzione riservata)