L'Asia chiude la settimana in rosso, fra il selloff a Wall Street, la Bce ieri più falco del previsto e il ritorno al lockdown di Shanghai dopo solo 10 giorni di libertà. Alle ore 7:05 italiane l'indice Asia Dow cede l'1%, il Nikkei l'1,4%, Hong Kong lo 0,24% mentre Shanghai sale dello 0,57%.
L'oro cede lo 0,35% a 1.846 dollari per oncia, il petrolio Wti americano scende dal picco di 122 dei giorni precedenti (-0,46%, a 120,95) a causa dell'inasprimento delle misure Covid-zero in Cina. L'euro recupera parte dello scivolone di ieri sera (+0,19%, 1,0637), così lo yen (+0,43% a 133,8), la sterlina viaggia stabile a 1,1505 mentre il T bond decennale vede il rendimento salire dal 3,046% al 3,06%. I futures su Wall Street sono positivi (Nasdaq +0,44%)
Shanghai torna in lockdown dopo solo 10 giorni di apertura e oltre due mesi di precedente chiusura forzata
Shanghai torna in lockdown dopo solo 10 giorni di apertura e oltre due mesi di precedente chiusura forzata. La megalopoli più grande della Cina, che ha 26 milioni di abitanti e il maggiore porto al mondo, deve affrontare un inaspettato round di test di massa per il Covid che toccherà la maggior parte dei residenti questo fine settimana. La popolazione coinvolta, spiega Reuters, ha l'obbligo di restare confinata in casa nel frattempo, un fatto che sta "sconvolgendo i residenti e sollevando preoccupazioni per l'impatto sulle imprese".
Il lockdown, infatti, riguarda per ora 14 dei 16 distretti di Shanghai. Le reazioni delle persone sulla piattaforma cinese Weibo, simile a Twitter, sono state un misto di sorpresa e preoccupazione, con alcuni che hanno chiesto come sarebbero stati influenzati i loro piani per il fine settimana, per esempio il trasloco o la semplice visita da un medico. Molti hanno espresso il timore di poter essere rinchiusi di nuovo a casa per periodi lunghi.
La riapertura della città, comunque, prevede che le persone debbano dimostrare di essere state testate nelle ultime 72 ore per entrare in aree come centri commerciali e uffici, o anche solo per utilizzare metropolitane e autobus. In questo modo aumenta lo stress sulla città a causa dei continui obblighi di sottoporsi a lunghe file per ore per essere testati alle migliaia di cabine sparse per la città.
Cina, l'inflazione sale del 2,1% a maggio, sotto le attese
Il tasso di inflazione annuale della Cina è stato del 2,1% a maggio 2022, invariato rispetto al massimo degli ultimi cinque mesi toccato ad aprile e rispetto alle previsioni di mercato del 2,2%. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati ai massimi da settembre 2020 grazie al fatto che i consumi si sono rafforzati idopo l'allentamento delle misure di lockdown in alcune grandi città, mentre il costo dei prodotti non alimentari ha continuato ad crescere. La Cina ha fissato un obiettivo di Cpi (Consumer Price Index) intorno al 3% per quest'anno, lo stesso del 2021.
Cina, i prezzi alla produzione aumentano del 6,4% a maggio, in calo
L'inflazione dei prezzi di produzione in Cina è scesa del 6,4% annuale, al minimo degli ultimi 14 mesi a maggio 2022 dall'8,0% precedente e rispetto alle attese di mercato per l'8%. Il dato corrisponde al 17° mese consecutivo di aumento dei prezzi alla produzione, in un contesto di domanda debole di acciaio, alluminio e altre materie prime industriali fondamentali a causa delle rigide restrizioni imposte dalla politica Covid-zero. Considerando i primi cinque mesi dell'anno, i prezzi di produzione in Cina sono cresciuti dell'8,1%. (riproduzione riservata)