L'Asia viaggia in rosso mercoledì dopo il selloff a Wall Street tra le preoccupazioni per la recessione in arrivo, l'aumento dell'inflazione e gli alti prezzi del petrolio. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei perde l'1%, l'Hang Seng l'1,7% e Shanghai lo 0,75%. L'oro scambia a 1.822 dollari per oncia, le maggiori valute sono poco mosse, l'euro passa di mano a 1,0509, lo yen a 136,04, la sterlina a 1,2198. Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 3,175% al 3,133%, mentre i futures su Wall Street sono tornati positivi (+0,3%).
Il petrolio Wti americano resta stabile sopra i 111 dollari il barile, anche se mercoledì in Asia inizia a dare qualche cenno di debolezza (-0,6%). A tenere alti i prezzi, il fatto che i due principali produttori, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, sarebbero giunti vicini ai loro limiti di capacità estrattiva a breve termine, mentre i disordini politici potrebbero ridurre l'offerta proveniente dall'Ecuador e dalla Libia.
A questo si aggiunga che è prevista una riunione dell'Opec+ giovedì 30 giugno, in cui il cartello degli estrattori dovrebbe attenersi alla sua politica di modesti aumenti nella produzione. Nel frattempo, i leader del G7 stanno discutendo di porre un tetto massimo al prezzo del petrolio russo dopo che Mosca ha invaso l'Ucraina il 24 febbraio scorso. Tuttavia, i dati indicano che la Russia sta effettivamente ottenendo prezzi più alti sul suo greggio a causa della forte domanda in Asia.
L'indice di fiducia dei consumatori in Giappone è sceso ai minimi degli ultimi 18 mesi a quota 32,1 a giugno del 2022 dal massimo degli ultimi tre mesi registrato a maggio di 34,1, fra la continua incertezza globale. Tutti i sotto indici sono peggiorati: percezione sull'occupazione (in calo di 1,6 punti rispetto al mese precedente a 37,4), probabilità complessiva (in calo di 2,6 punti a 29,8), prospettive di crescita del reddito (in calo di 1,4 punti a 35,8) e disponibilità ad acquistare beni durevoli (in calo di 2,6 punti a 25,3).
Le vendite al dettaglio, sempre in Giappone, sono aumentate del 3,6% anno su anno a maggio 2022, superando il consenso del mercato del 3,3% e dopo un incremento del 3,1% rivisto al rialzo registrato il mese prima. L'ultima lettura ha segnato il terzo mese consecutivo di espansione del commercio al dettaglio e il ritmo più ripido da maggio 2021, spinto dai consumi dopo che il governo ha revocato tutte le restrizioni legate al Covid-19.
Martedì Wall Street è stata zavorrata da forti vendite, l'S&P 500 ha perso il 2% a quota 3.821, il Nasdaq il 2,98% a 11.181. Tre le notizie che, combinate, hanno innestato il selloff sui listini: da un lato il dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi, ai minimi degli ultimi 16 mesi a giugno a causa di un'inflazione tenace (8,6% a maggio), dall'altro l'indice S&P CoreLogic Case-Shiller ha registrato l'aumento annuale record del costo delle abitazioni ad aprile del 21,2%. A questo si aggiunga che il presidente della Federal Reserve di New York, John C. Williams, ha ribadito la necessità di agire in modo aggressivo per ridurre il carovita alzando i tassi di interesse a circa il 3,5% entro la fine dell'anno dall'attuale 1,5-1,75%.
Martedì il governo ha dato l'annuncio (storico) che intende dimezzare la quarantena da Covid, un piede finalmente fuori dai lunghi lockdown imposti per mesi. I viaggiatori dovranno ora trascorrere solo sette giorni in una struttura dedicata alla quarantena e quindi monitorare la propria salute a casa per altri tre giorni, secondo un protocollo governativo pubblicato martedì dalla Commissione sanitaria nazionale cinese. Una bella differenza rispetto ai 14 giorni di quarantena trascorsi in hotel in molte parti della Cina e fino a 21 giorni di isolamento in passato. Il cambiamento arriva dopo che Pechino e Shanghai hanno affermato di non aver registrato nuove trasmissioni per la prima volta in quattro mesi. (riproduzione riservata)