Il petrolio ha cominciato a rialzare la testa, il Wti americano martedì 28 sale di oltre l'1% a quasi 111 dollari il barile mettendo in difficoltà le borse asiatiche. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei guadagna lo 0,28%, l'Hang Seng perde lo 0,86% e Shanghai è in leggero rosso. L'oro viaggia attorno a 1.826 dollari l'oncia, mentre le valute si muovono laterali, l'euro a 1,0526, lo yen a 135,34, la sterlina a 1,2288. Il T bond decennale vede il rendimento scendere dal 3,2% al 3,18%, mentre i futures su Wall Street sono per ora sotto la parità.
Martedì i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre l'1%, estendendo i guadagni per la terza sessione, dal momento che i due principali produttori, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, sarebbero giunti vicini ai loro limiti di capacità estrattiva a breve termine. Nel frattempo, il G7 ha promesso di lanciare nuove sanzioni che includono un piano per limitare il prezzo del greggio russo, mentre i disordini politici potrebbero ridurre l'offerta proveniente dall'Ecuador e dalla Libia. Il petrolio Wti è scambiato vicino a 111 dollari al barile mentre il Brent ha superato i 116 dollari.
Le borse cinese sono in rosso oggi anche per prese di profitto dopo che i listini hanno raggiunto i massimi degli ultimi quattro mesi grazie alle attese che l'economia cinese si riprenderà dai lockdown indotti dal Covid grazie anche ad una politica più accomodante. Gli investitori restano in ogni caso cauti temendo una recessione globale indotta dall'aggressivo inasprimento delle banche centrali in pieno aumento dei tassi per frenare l'inflazione che incombe sui mercati. Martedì i titoli legati a energia, consumi e tecnologia registrano alcuni guadagni, come quelli di Tianqi Lithium (3,5%), ChongQing Changan (9,1%) e Wingtech Technology (5,1%).
La Nato è pronta a definire la Cina una "sfida sistemica" quando delineerà le nuove linee guida politiche questa settimana, sottolineando anche l'approfondimento della partnership di Pechino con la Russia, scrive oggi Bloomberg citando fonti a conoscenza dei fatti. Il "cosiddetto documento strategico delineerà le priorità dell'alleanza per il prossimo decennio e questa settimana dovrebbe essere firmato dai leader della Nato a Madrid", spiega Bloomberg. L'ultima versione, pubblicata nel 2010, non faceva menzione della Cina.
Nel frattempo, i leader di Finlandia e Svezia incontreranno il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel tentativo di convincerlo a ritirare le obiezioni alla loro adesione alla Nato. Il Patto atlantico prevede inoltre di aumentare le dimensioni delle sue truppe di emergenza a 300.000 soldati per scoraggiare in maniera più adeguata le minacce della Russia.
A dimostrazione di sostenere un'economia messa in difficoltà dai molteplici lockdown, la People's Bank of China ha iniettato lunedì 27 giugno un totale di 100 miliardi di yuan (15 miliardi circa di dollari) nel sistema bancario, la più grande iniezione giornaliera dal 31 marzo, tramite pronti contro termine (reverse repurchase) a sette giorni con un tasso del 2,1% per allentare la pressione derivante dall'aumento della domanda di liquidità verso la fine della prima metà dell'anno.
La banca centrale ha iniziato a pompare più denaro nel sistema finanziario venerdì scorso. La domanda di solito aumenta verso la fine del trimestre, quando anche le banche commerciali devono rispondere a richieste di cassa per un controllo amministrativo da parte della Banca centrale in materia di contributi sanitari. (riproduzione riservata)