All’indomani dell’acquisizione di Credit Suisse orchestrata dalle autorità svizzere attraverso un’opa di Ubs, l’Asia viaggia in netto rosso. Lunedì 20 marzo il Nikkei perde l’1,4% alle ore 7:20 italiane, l’Hang Seng il 3%, zavorrata dal colosso bancario anglo-cinese Hsbc (-7% a 50 dollari locali), Shanghai è invece in calo solo dello 0,25%.
Grazie ad un’azione coordinata di iniezione di liquidità da parte delle banche centrali mondiali (quella giapponese in Asia) le valute viaggiano stabili (euro a 1,0673, yen a 131,5, sterlina a 1,2179), mentre l’oro sale dello 0,9% a 1.991 dollari l’oncia e il petrolio Wti americano cede l’1,65% a 65,66 dollari il barile.
I futures su Wall Street stanno calando, il Nasdaq si è appiattito, l’S&P 500 è sceso sotto la parità.
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I mercati azionari asiatici sono in rosso mentre gli investitori continuano a valutare i rischi per il sistema bancario e finanziario globale anche dopo l'acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs grazie ad un'azione coordinata delle principali banche centrali per aumentare la liquidità del dollaro. Nel frattempo, la PBoC ha mantenuto i tassi invariati a marzo.
In base al piano di Finma, Banca centrale svizzera e governo elvetico, Ubs rileverà Credit Suisse per 3 miliardi di franchi svizzeri e si accollerà fino a 5 miliardi di perdite, per quelle superiori interviene il governo con un aiuto di 9 miliardi. Dopo 167 anni di storia, Credit Suisse scomparirà.
Il matrimonio bancario svizzero è sostenuto da una massiccia garanzia del governo, che aiuta a prevenire quello che sarebbe stato uno dei più grandi fallimenti bancari dal crack di Lehman Brothers nel 2008.
Le principali banche centrali, di fronte al rischio di una rapida perdita di fiducia nel sistema finanziario, domenica si sono anche affrettate a rafforzare il flusso di denaro in tutto il mondo con una serie di scambi di valute coordinati per garantire alle banche i dollari necessari per operare.
In una risposta globale che non si vedeva dall'apice della pandemia, la Fed ha affermato di aver lavorato in tandem con Canada, Inghilterra, Giappone, Ue e Svizzera in un'azione coordinata per aumentare la liquidità del mercato. La Banca centrale europea ha promesso di sostenere le banche della zona euro con prestiti se necessario, aggiungendo che il salvataggio di Credit Suisse è stato «strumentale» per riportare la calma sui mercati.
Quanto a colossi sull’orlo del fallimento, Evergrande, il gruppo immobiliare cinese indebitato al mondo, ha raggiunto un accordo con una serie di importanti creditori per un piano di ristrutturazione del proprio debito offshore (estero), in vista di un'udienza importante sui bond attesa per lunedì, scrive Bloomberg.
Un gruppo di obbligazionisti esteri ha espresso sostegno al piano della società ed è stato redatto un accordo di sostegno alla ristrutturazione. Una soluzione di questo tipo sarebbe una pietra miliare nella saga di Evergrande e potrebbe aumentare le possibilità di un rinvio dell'udienza, aiutando a evitare la liquidazione patrimoniale ordinata dal tribunale. (riproduzione riservata)