L’Asia viaggia in rosso, mercoledì 22 febbraio dopo il peggiore selloff su Wall Street del 2023 che ha visto l’indice sulla volatilità, il Vix, balzare del 14% in poche ore. I mercati temono che la Fed continuerà ad aumentare i tassi per domare l'inflazione. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei perde l’1,34%, l’Hang Seng cede lo 0,24%, Shanghai lo 0,42%.
L’oro guadagna lo 0,16% a 1.845 dollari l’oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,4% a 76 dollari il barile, mentre sul fronte valutario l’euro scambia in leggero rialzo a 1,0657, lo yen pure a 134,87, mentre la sterlina è in debolezza a 1,2103. Il T bond Usa decennale vede il rendimento calare dal 3,96% di inizio sessione asiatica al 3,94%. I futures su Wall Street viaggiano sopra la parità dopo la brutta sessione precedente (Nasdaq -2,5%, S%P 500, -2%).
Leggi anche:
La contrazione economica di Hong Kong è stata confermata dal Pil al -4,2% su base annua nel quarto trimestre del 2022. E’ stato il quarto trimestre consecutivo di contrazione a causa delle esportazioni di beni (-24,9% contro -15,8% precedente), mentre le esportazioni di servizi sono rimbalzate (2% contro -4,2%). La spesa pubblica è invece aumentata (9,1% contro 5,3%) e i consumi privati sono rimbalzati (1,9% contro -0,4%). In tutto il 2022, l'economia è scesa del -3,5%, dopo un aumento del 6,4% nel 2021.
La Reserve Bank of New Zealand ha aumentato i tassi di 50 punti base portando il costo del denaro ai massimi da gennaio 2009 al 4,75% durante la prima riunione dell'anno, in linea con il consenso del mercato.
E’ stato il decimo rialzo consecutivo che ha portato a un aumento totale di 450 punti base dall'ottobre 2021, la stretta più aggressiva dal 1999. Il board ha affermato che l'inflazione è troppo alta a un tasso annuo del 7,2%, l'inflazione core è rimasta elevata, l'occupazione è oltre il livello sostenibile e le aspettative di inflazione sono rimaste elevate.
Il board ha segnalato ulteriori aumenti in arrivo, visto che quest'anno i tassi finali raggiungeranno il 5,5%. La Banca centrale ha previsto che l'economia inizierà a contrarsi nel secondo trimestre del 2023. Sull'impatto del ciclone Gabrielle, il board ha spiegato che l'aumento dell'inflazione e le interruzioni della produzione sono previste a breve termine e che i lavori di ricostruzione aumenteranno le attività nei prossimi anni.
Il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni mercoledì ha superato il limite superiore della banda di oscillazione prevista dalla Banca centrale per la seconda sessione consecutiva, spingendo la BoJ a irrompere in emergenza nel mercato con l'acquisto di titoli. Il decennale giapponese ha toccato infatti lo 0,515% di rendimento, mentre il tetto è stato posto allo 0,5%.
Gli investitori hanno rinnovato l’attacco alla posizione estremamente espansiva della BoJ, unica Banca centrale al mondo, aspettandosi che abolisca la politica di controllo della curva dei rendimenti dopo che il governatore entrante Kazuo Ueda avrà preso il timone del board ad aprile. Ueda testimonierà venerdì davanti alla camera bassa del Giappone. Non aiuta in questo senso la corsa al rialzo dei tassi della Fed, che rende sempre più appetibile il Treasury americano come rendimento nel portafoglio degli investitori.
La BoJ ha acquistato 300 miliardi di yen (2,2 miliardi di dollari) di titoli di stato giapponesi con scadenze da 5 a 10 anni e 100 miliardi di yen (in tutto quasi 3 miliardi di dollari) di obbligazioni con scadenze da 10 a 25 anni.
Masayuki Koguchi, direttore generale della divisione sulle obbligazioni di Mitsubishi UFJ Kokusai Asset Management, si aspetta ora che la BoJ conduca operazioni di emergenza quando i rendimenti aumenteranno almeno fino alla prossima riunione politica monetaria a marzo. «Ma è discutibile se ciò sia efficace», ha commentato in una nota.
Nella sua lotta per contenere rendimenti elevati, a gennaio la BoJ ha acquistato titoli di stato per un valore record di 23.690 miliardi di yen (175,69 miliardi di dollari). (riproduzione riservata)