La Cina apre la settimana in rosso, lunedì 17 ottobre, alle ore 7:05 italiane l'Hang Seng perde l'1%, Hong Kong è sotto la parità, il Nikkei cede l'1,4%. A pesare, il selloff di venerdì a Wall Street (Nasdaq -3,08%) e il lungo discorso di due ore del presidente Xi Jinping di domenica, all'apertura del Congresso del Partito Comunista che a fine settimana dovrebbe confermare il leader cinese per un raro terzo mandato di cinque anni.
L'oro sale dello 0,5% a 1.656 dollari per oncia, il petrolio Wti americano guadagna lo 0,8% a 86,35 dollari il barile dopo aver perso l'8% la scorsa settimana. L'euro recupera lo 0,26% a 0,9747, lo yen viaggia laterale a 148,74 dopo aver toccato i minimi sul dollaro degli ultimi 32 anni. Il T bond Usa decennale vede il rendimento in leggero calo al 3,95%, mentre i futures su Wall Street sono tornati tonici (+9,7% in media).
Il presidente Xi Jinping ha sfidato domenica le attese per un allontanamento dalla rigida politica Covid-zero che sta mettendo in crisi la crescita della Cina e che tiene ancora in lockdown diverse città Xi, poi, non ha offerto nuovi segnali di stimolo per il settore immobiliare in forte difficoltà, sebbene abbia sostenuto la Cina come potenza internazionale e rinnovato la sua promessa di autosufficienza tecnologica.
Xi ha quindi fatto sapere al mondo che la Cina non intende cambiare rotta, anche se si trova ad affrontare "tempeste pericolose" in un mondo più ostile. Invece, ha dichiarato che "il ringiovanimento della nazione cinese è ora su un corso storico irreversibile".
Il Congresso del Partito dovrebbe concedere un terzo mandato al presidente Xi Jinping e potrebbe esserci un rimpasto dei ruoli economici di vertice dato che diversi politici sono vicini all'età pensionabile o ai limiti del proprio mandato.
Nel frattempo, la People's Bank of China ha lasciato invariato il tasso a medio termine mentre gli investitori sono in attesa su come si muoverà la Banca centrale cinese lla sua decisione sul loan prime rate e su una serie di dati economici in pubblicazione questa settimana.
Lunedì l'indice Hang Seng è sceso al minimo di 11 anni a quota 16.387, zavorrato dal forte calo di Wall Street venerdì, tra le aspettative che la Federal Reserve aumenti i tassi di 75 punti base a novembre e anche a dicembre per frenare l'aumento dell'inflazione. Questo è un dato particolarmente rilevante per Hong Kong la cui valuta (il dollaro di HK), è collegata a quella statunitense.
I trader sono pronti per un possibile intervento a sostegno dello yen dopo che la valuta giapponese ha toccato i minimi degli ultimi 32 anni e si è avvicinata al livello psicologico di 150 per dollaro. Lo yen è per ora al livello di 148,7 durante la contrattazione asiatica dopo nove settimane consecutive di perdite. Il responsabile delle valute in Giappone, Masato Kanda, ha affermato che le autorità sono pronte a intraprendere "azioni coraggiose" se necessario.
Lo yen è crollato di circa il 23% rispetto al dollaro quest'anno. Nel frattempo, la sterlina è salita all'inizio degli scambi asiatici grazie alle aspettative che il pacchetto di tagli fiscali non finanziati in bilancio previsto dal premier britannico Liz Truss potrebbe essere annullato. (riproduzione riservata)