Borse asiatiche positive grazie all’ottimismo sul fatto che la Fed taglierà i tassi di interesse nella riunione del 10 dicembre. Ancora sotto pressione alcuni titoli tecnologici legati all’AI a dispetto della trimestrale sopra le attese del colosso Usa Nvidia. Inoltre, i volumi di scambio sono stati più modesti a causa della festività in Giappone. I futures sull’S&P 500 salgono dello 0,54%.
In frazionale rialzo i listini cinesi con le azioni dei produttori locali di chip in forte calo perché l'amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di dare il via libera alle vendite dei chip di intelligenza artificiale H200 di Nvidia in Cina.
Un funzionario della Casa Bianca si è rifiutato di commentare l’indiscrezione, ma ha detto che «l'amministrazione è impegnata a garantire la leadership tecnologica globale dell'America e a salvaguardare la nostra sicurezza nazionale». Il Dipartimento del Commercio non ha commentato.
Se la notizia fosse confermata ufficialmente, sarebbe un segnale di ulteriore distensione tra i due Paesi dopo che il mese scorso il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader cinese, Xi Jinping, hanno raggiunto a Busan una tregua nella guerra commerciale e tecnologica.
Il chip H200 è dotato di una maggior quantità di memoria ad alta larghezza di banda rispetto al suo predecessore H100, che gli consente di elaborare i dati più rapidamente. Si stima che sia due volte più potente del chip H20 di Nvidia, il semiconduttore AI più avanzato che può essere esportato legalmente in Cina, dopo che l'amministrazione Trump ha revocato il divieto di breve durata sulle vendite all'inizio di quest'anno.
L’indice Shanghai Shenzhen CSI 300 è piatto, meglio lo Shanghai Composite (+0,27%) e l’Hang Seng di Hong Kong con un +2%. Semiconductor Manufacturing International, il più grande produttore di chip del Paese, è sceso del 2,83%, viceversa Cambricon Technologies, produttore di chip per l’intelligenza artificiale, ha guadagnato l’1,20%.
Mentre i titoli delle compagnie aeree cinesi hanno registrato parecchie perdite a causa di notizie secondo cui i viaggiatori cinesi avrebbero cancellato migliaia di voli verso il Giappone nel bel mezzo delle tensioni tra Pechino e Tokyo.
In rialzo dell’1,29% l’indice Asx 200 e lo Straits Times di Singapore dello 0,62%. L’indice Nifty 50 dell’India è salito dello 0,11% e il Kospi della Corea del Sud dell’1,5% prima di ridurre bruscamente i guadagni a un +0,14%. Il sentiment positivo è dovuto all’aumento delle scommesse su un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a dicembre, soprattutto dopo che il presidente della Fed di New York, John Williams, ha invocato un taglio dei tassi a dicembre. Secondo il Cme FedWatch, i trader stimano una probabilità del 67,3% di un taglio di 25 punti base a dicembre, una forte inversione rispetto al 39,8% della scorsa settimana.
Una serie di dati economici statunitensi di settembre, tra cui l’inflazione, è attesa questa settimana e fornirà ulteriori indicazioni sulla più grande economia del mondo. Tuttavia, la mancanza dei dati di ottobre lascerà la Fed «alla cieca» in vista della riunione di inizio dicembre.
Sul fronte materie prime i prezzi del petrolio rimbalzano in seguito alle perdite della scorsa settimana, mentre i colloqui di pace tra Russia e Ucraina sono vicini a una soluzione e il dollaro statunitense si rafforza nei confronti dello yen (+0,43% a 156,629). I futures sul Brent recuperano lo 0,31% a 62,13 dollari al barile e sul Wti lo 0,66% a 58,21 dollari al barile.
Entrambi i benchmark sono scesi del 3% la scorsa settimana e hanno toccato i livelli di chiusura più bassi dal 21 ottobre, mentre gli operatori temono che un accordo di pace Russia-Ucraina possa revocare le sanzioni su Mosca e inondare il mercato con le forniture precedentemente sanzionate.
I progressi verso un accordo di pace hanno superato l’impatto nel breve termine delle sanzioni statunitensi sui colossi russi Rosneft e Lukoil, entrate in vigore venerdì 21 novembre. Le sanzioni hanno bloccato quasi 48 milioni di barili di greggio russo in mare.
Domenica 23 novembre gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno dichiarato di aver fatto progressi durante i loro colloqui su un piano di pace che richiederebbe al Paese devastato dalla guerra di cedere territori e ritirare i piani per aderire alla Nato. Trump ha fissato come scadenza giovedì 27 novembre, anche se i leader europei spingono per un accordo migliore per Kiev. (riproduzione riservata)