Asia volatile in vista dell'aggiornamento sull'inflazione statunitense di gennaio che sarà pubblicato nel corso della giornata. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei sale dello 0,4%, l'Hang Seng cede lo 0,18% e Shanghai lo 0,14%. Si prevede che i dati statunitensi mostreranno un'inflazione superiore al 7%. Una lettura più alta del previsto potrebbe alimentare le scommesse su un incremento dei tassi più aggressivo da parte della Fed a marzo, che andrà a creare maggiore volatilità sia in ambito azionario che obbligazionario.
L'oro viaggia laterale a 1.835 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano si muove in debolezza a 89,5 dollari il barile. In leggero calo le maggiori valute, l'euro passa di mano a 1,1427, lo yen a 115,6, la sterlina a 1,3532. Il T bond decennale americano vede il rendimento scendere dall'1,94% all'1,931%, mentre i futures su Wall Street sono in rosso, in media per lo 0,15%.
Le azioni in Giappone sono in aumento per la terza sessione consecutiva, con i titoli tecnologici che seguono la bella sessione di Wall Street. Lo Shanghai Composite e l'Hang Seng viaggiano in rosso, tuttavia, tra le preoccupazioni per l'impatto delle sanzioni statunitensi, il deflusso degli investimenti esteri con l'avvio dell'aumento sostenuto dei tassi negli Usa e un'ondata di contagi da Omicron a Hong Kong.
Singapore, ricorda Bloomberg, sta adottando misure per alleviare le crescenti preoccupazioni per un imminente aumento delle tasse, riempiendo i social e i media tradizionali con articoli che giustificano la necessità dell'incremento. Il governo ha segnalato l'intenzione di annunciare un aumento dell'imposta sui beni e servizi al 9%, dall'attuale 7%, nel bilancio del 18 febbraio. Nel prossimo budget potrebbero essere annunciati anche altri prelievi, tra cui un incremento delle tasse sul carbone e nuove tasse sul patrimonio.
Hong Kong ha esortato i residenti che sospettano di poter essere infettati dal coronavirus a non recarsi nei pronto soccorso degli ospedali già pieni mentre i contagi a livello quotidiano registrati nella città hanno superato per la prima volta quota 1.000. Le restrizioni più severe dall'inizio della pandemia sono entrate in vigore oggi, inclusa la limitazione degli incontri privati a due famiglie. I casi di Singapore sono in aumento, ma nelle ultime quattro settimane il 99,7% è stato lieve o asintomatico.
Sempre secondo Bloomberg, il ceo di Evergrande ha venduto obbligazioni per un valore nominale di 128 milioni di dollari nei primi mesi della crisi del debito del colosso immobiliare in stato di default selettivo, riducendo la sua esposizione prima che le agenzie di rating intervenissero sulla società. Xia Haijun ha venduto i bond a prezzi che vanno da circa 36 centesimi per dollaro a 52 centesimi lo scorso luglio e agosto, secondo un file depositato alla Borsa di Hong Kong. Alcune delle note ora vengono scambiate a circa 10 centesimi. Evergrande è diretta verso quella che probabilmente sarà una delle più grandi ristrutturazioni della Cina (il gruppo a gennaio ha chiesto ai creditori sei mesi di tempo per rivedere i 302 miliardi di dollari di debiti) dopo essere inadempiente sui bond emessi in dollari. Il presidente Hui Ka Yan ha assicurato che il colosso del mattone non ricorrerà a una "svendita" di asset. (riproduzione riservata)