L'Asia si muove brillante, oggi, soprattutto il Giappone, dopo aver chiuso la peggiore settimana dal 2020. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei balza del 2,4%, l'Hang Seng sale dell'1,4%, Shanghai è positiva dello 0,2%. L'oro viaggia laterale a 1.841 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano torna a correre, +1,8% a 111,52 dollari il barile.
L'euro recupera lo 0,13% a 1,0525, lo yen si muove laterale ai minimi degli ultimi 24 anni a 135,09, in leggero guadagno la sterlina a 1,2271. Il T bond decennale vede il rendimento salire dal 3,25% al 3,28%, mentre i futures su Wall Street sono ben intonati (+1,75% il Nasdaq).
Le azioni in Asia sono positive grazie al traino proprio dei futures statunitensi. Il Nikkei è rimbalzato dal minimo degli ultimi 3 mesi in un ampio rally e l'Asx in Australia si sta riprendendo dai minimi di 19 mesi grazie alla spinta dei titoli energetici e minerari. Le azioni di Hong Kong stanno risentendo in positivo del piano annunciato di ristrutturazione del colosso immobiliare Evergrande, ad un passo dal default.
Il colosso Evergrande torna in scena per annunciare il piano di ristrutturazione
China Evergrande Group ha dichiarato in una nota che prevede di annunciare il piano di ristrutturazione preliminare entro la fine di luglio, rispettando la scadenza originale annunciata a gennaio, una mossa importante da parte del gruppo del mattone più indebitato del mondo che sta lottando per uscire dalla crisi finanziaria.
Con oltre 300 miliardi di dollari di passività complessive, il debito offshore (in dollari) di Evergrande è considerato inadempiente dalle agenzie di rating dopo aver mancato gli obblighi di pagamento alla fine dello scorso anno. In un documento di borsa, Evergrande ha spiegato di non avere una tempistica definita entro cui pubblicare i risultati annuali del 2021.
Le azioni di Evergrande sono state sospese dalle negoziazioni dal 21 marzo quando il gruppo non è stato in grado di fornire i risultati finanziari in tempo e la sua controllata Evergrande Property Services Group aveva avviato un'indagine su come le banche hanno sequestrato 13,4 miliardi di yuan in depositi che erano stati impegnati come garanzia.
Il petrolio torna a correre su timori di un'offerta in continuo calo
Martedì i futures sul greggio Wti sono aumentati di oltre il 2% a 112 dollari al barile (per poi ritracciare leggermente), recuperando alcune perdite rispetto alla scorsa settimana fra le preoccupazioni sul lato offerta del petrolio che hanno superato i timori che un'aggressiva stretta monetaria da parte della Fed che potrebbe portare a una recessione globale e al rallentamento della domanda.
I prezzi del petrolio sono stati sostenuti dalla mancanza di offerta provocata dalla guerra in Ucraina e dal mancato aumento della produzione da parte dell'Opec+, in un momento in cui la domanda si stava riprendendo dal crollo del Covid. Gli investitori rimangono cauti riguardo a ulteriori interruzioni delle esportazioni russe quando entreranno in vigore le sanzioni europee, mentre il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha affermato che gli Stati Uniti sono in trattative con gli alleati per limitare ulteriormente le entrate di greggio russe. Nel frattempo, la spinta globale ad aumentare i tassi di interesse a causa dell'incremento dell'inflazione ha alimentato i timori di un rallentamento economico, sebbene il rischio di distruzione della domanda rimanga incerto a causa di una robusta ripresa.
Mercati in attesa di Powell (Fed) mercoledì 22 e giovedì 23 giugno
Martedì l'indice del dollaro è sceso verso 104,3, restituendo parte dei suoi recenti, ma rimane vicino al massimo da 20 anni raggiunto la scorsa settimana poiché le aspettative che la Federal Reserve continuerà a inasprire in modo aggressivo la politica monetaria hanno sostenuto la valuta. La Banca centrale americana ha alzato il tasso di interesse di 75 punti base la scorsa settimana, l'aumento più grande dal 1994.
Nell'ultimo commento, il governatore della Fed, Christopher Waller, ha detto sabato che sosterrà un altro aumento di scala simile alla riunione della banca centrale di luglio in ogni caso, anche con l'inflazione in rallentamento. Nel frattempo, il presidente della Cleveland Fed Bank, Loretta Mester, ha avvertito domenica che il rischio di una recessione negli Stati Uniti è in aumento e che ci vorranno diversi anni per tornare all'obiettivo di inflazione del 2% della banca centrale. Gli investitori ora guardano al discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, davanti al Congresso mercoledì 22 e giovedì 23 giugno per avere indizi sul probabile percorso da seguire per la politica monetaria statunitense. (riproduzione riservata)