L'Asia apre la settimana in rosso, complici i timori per un forte rialzo dei tassi da parte della Fed atteso per il 26-27 luglio e il ritorno sulla scena di Evergrande, il colosso immobiliare cinese zavorrato da oltre 300 miliardi di dollari di debiti. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei cede lo 0,75%, Hong Kong lo 0,96%, Shanghai lo 0,71%, mentre l'oro perde lo 0,17% a 1.724 dollari l'oncia e il petrolio Wti americano lo 0,8% a 93,94 dollari il barile. Le valute viaggiano in leggera debolezza sul dollaro, l'euro a 1,0210, lo yen a 136,29, la sterlina a 1,1985. Il rendimento del T bond Usa decennale sale dal 2,76% al 2,786%, mentre i futures su Wall Street sono in leggero calo (-0,15%).
China Evergrande ha dichiarato che il suo amministratore delegato, Xia Haijun e il responsabile finanziario, Pan Darong, si sono dimessi dopo che un'indagine preliminare ha rilevato il loro coinvolgimento nella distrazione di fondi derivanti dai prestiti garantiti attraverso la società del gruppo quotata in borsa.
Il colosso di sviluppo immobiliare, fortemente indebitato (è sospeso dalle contrattazioni da mesi), stava già indagando su come depositi del valore di 13,4 miliardi di yuan (1,99 miliardi di dollari) appartenenti alla controllata Evergrande Property Services fossero stati utilizzati come garanzia (collaterale) su prestiti sequestrati dalle banche in seguito all'insolvenza del gruppo. Questi sequestri rischiano di azzerare la liquidità a disposizione della holding, scrive Reuters.
La società ha dichiarato che i prestiti garantiti dai pegni, che riguardavano tre serie di depositi, "sono stati trasferiti e dirottati al gruppo tramite terzi e sono stati utilizzati per le operazioni generali", ma intanto hanno messo in forte pericolo la continuità aziendale privando la holding delle disponibilità liquide.
Gli investitori mondiali seguono da tempo con attenzione i problemi di liquidità del secondo maggiore costruttore cinese, preoccupati che un crollo possa scuotere il sistema finanziario e rallentare lo sviluppo della seconda economia mondiale, già messa in difficoltà dai lockdown di primavera e dal ritorno alle restrizioni nei movimenti in diversi centri importanti.
Il settore immobiliare incide per circa il 28% del Pil del Paese ed è stato messo in crisi quando il governo ha bloccato l'attività a forte leva di diversi colossi del mattone, come Evergrande, che sono cresciuti in maniera veloce grazie ai prestiti bancari e ai progetti venduti su carta che hanno fatto alzare molto il costo delle abitazioni mettendo a disagio parte della popolazione. Il governo è intervenuto diversi mesi fa per raffreddare i prezzi. Con la conseguenza che diversi gruppi immobiliari oggi sono sull'orlo del fallimento.
Siu Shawn, attualmente direttore esecutivo della società e presidente dell'unità EV del gruppo, è stato nominato nuovo ceo. Il vicepresidente Qian Cheng è stato invece nominato direttore finanziario.
Evergrande ha dichiarato di essere in trattativa con Evergrande Property Services in merito al piano di rimborso degli importi associati ai pegni. Quest'ultimo prevede principalmente di compensare le somme in questione con il trasferimento di beni del gruppo alla società controllata, ha spiegato la stessa Evergrande. (riproduzione riservata)