L'Asia chiude la settimana a terra, complice non solo la guerra in Ucraina e la fiammata dell'inflazione, ma anche la stretta di Washington sulle società cinesi quotate a Wall Street. Un passo che ha sollecitato Pechino a prendere posizione un po' più critica nei confronti del conflitto in corso. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei perde il 2%, l'Hang Seng il 2% a sua volta, Shanghai lo 0,6%. L'oro scivola dello 0,55% a 1.989 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano staziona a 106 dollari il barile, mentre l'euro risale a 1,10, lo yen perde lo 0,4% a 116,62 e la sterlina viaggia laterale a 1,3085. Il T bond Usa decennale vede il rendimento leggermente scendere all'1,97%, con i futures di Wall Street appena sotto la parità.
Il sentiment ha risentito senza dubbio delle preoccupazioni per la guerra della Russia contro l'Ucraina, dopo il fallimento secco dei colloqui tra i loro ministri degli esteri ieri in Turchia. L'Hang Seng è crollato fino al 3,7%, con le azioni di Yum China die altre quattro società che hanno subito un duro colpo dopo che i gruppi sono stati coinvolti in una disputa tra Pechino e Washington.
Yum China Holdings, il proprietario dei ristoranti KFC, Taco Bell e Pizza Hut in Cina, ha affermato che potrebbe dover delistarsi dalla borsa di New York entro il 2024 dopo che le autorità statunitensi hanno affermato che la società non ha fornito l'accesso ai documenti di audit. Il selloff è partito oggi in Asia anche se l'autorità di regolamentazione cinese (la Consob locale) ha dichiarato di essere fiduciosa di raggiungere un accordo con le autorità statunitensi sulla supervisione dei titoli.
"Abbiamo un terribile contesto macroeconomico con un serio problema di inflazione che implica che vedremo una politica monetaria molto, molto più restrittiva", ha scritto Rob Carnell, capo economista di Ing a Singapore. È probabile che la guerra della Russia contro l'Ucraina renderà tutto molto più costoso, dall'energia ai metalli ai prodotti agricoli, ha aggiunto Carnell. "Il reddito di tutti verrà eroso. La crescita globale subirà un duro colpo. Di cosa abbiamo bisogno di più?"
Gli Stati Uniti, insieme all'Unione Europea, si muoveranno oggi per revocare lo status alla Russia di "nazione più favorita" ("most favored nation" status) per l'invasione dell'Ucraina, hanno detto a Reuters diverse fonti. Questa mossa implica che gli Usa e i suoi alleati possono imporre dazi su un'ampia gamma di merci russe, il che aumenterebbe ulteriormente la pressione su un'economia che sta già andando verso una "profonda recessione".
Il premier cinese Li Keqiang ha affermato che la situazione in Ucraina è "sconcertante" e che è importante sostenere Russia e Ucraina nei colloqui di cessate il fuoco. Parlando in una conferenza stampa al termine della sessione parlamentare annuale, Li non ha risposto direttamente alle domande di Reuters sul fatto che la Cina si asterrà dal condannare la Russia, indipendentemente da ciò che fa quel Paese, o se la Cina è disposta a fornire ulteriore sostegno economico e finanziario.
Cina e Russia hanno stretto una partnership forte e Pechino si è rifiutata di condannare l'attacco della Russia all'Ucraina o di definirlo un'invasione. Pechino ha ripetutamente espresso la sua opposizione a quelle che descrive come sanzioni illegali imposte dall'Occidente alla Russia e ha chiesto una soluzione negoziata alla crisi. (riproduzione riservata)