Nata a Milano, ArtUP si presenta come la piattaforma "Heritage Tech" definitiva per trasformare il modo in cui viviamo l’arte. Non una semplice audioguida, ma un ecosistema integrato che unisce AI, Cloud e Data Analytics per servire musei, fondazioni e collezionisti privati. L'obiettivo? Trasformare ogni visita in un'esperienza multisensoriale e interattiva, rendendo accessibile anche quel patrimonio nascosto in ville e castelli.
La forza di ArtUP risiede nel pedigree dei suoi fondatori, che hanno unito l’innovazione tecnologica alla sensibilità culturale:
Federico Bolondi (founder), imprenditore pionieristico nel mobile (Gsmbox), ha contribuito a costruire l’Internet mobile europeo. Per lui, il successo si misura quando la tecnologia scompare per lasciare spazio all'emozione del visitatore.
Paolo Barbesino (co-founder), esperto di trasformazione digitale con vent’anni di carriera nei servizi finanziari, porta in ArtUP la scalabilità e l’efficienza necessaria per modernizzare la gestione dei beni culturali.
Marco Benatti (strategic advisor), una figura storica dell'innovazione italiana (fondatore di Matrix e Virgilio), che supervisiona la visione strategica globale.
Il sistema si basa su un’App universale e un Box intelligente che integra QR code, Nfc e Beacon. Questo permette al visitatore di ricevere contenuti automatici (video, audio multilingue generati dall'AI e realtà aumentata) semplicemente entrando in una sala. Per le istituzioni, la piattaforma offre strumenti di lead generation e analytics per comprendere il comportamento del pubblico e ottimizzare i ricavi.
il mondo dell’arte è sempre più influenzato dai canali digitali e dagli strumenti basati sull'AI, che incidono su come le opere vengono create, distribuite, valutate e fruite. Il solo segmento dell'arte digitale è destinato a raggiungere circa 17,7 miliardi di dollari entro il 2032.
Il battesimo ufficiale è avvenuto a Palazzo Reale a Milano in occasione della mostra sui Macchiaioli, dove 16 audioracconti geolocalizzati guidano il pubblico in un percorso totalmente ridefinito. La mostra si chiuderà il 14 giugno.
ArtUP punta a democratizzare la digitalizzazione: la piattaforma è infatti gratuita per le piccole realtà (fino a 10 opere), permettendo anche a una piccola chiesa o a un borgo di offrire un’esperienza tecnologica da grande museo internazionale.
ArtUP si colloca così in un mondo dell’arte sempre più influenzato dai canali digitali e dagli strumenti basati sull'AI, che incidono su come le opere vengono create, distribuite, valutate e fruite. A livello globale, il solo segmento dell'arte digitale è destinato a raggiungere circa 17,7 miliardi di dollari entro il 2032. (riproduzione riservata)