«Pavel Durov ha sempre promosso la libertà di parola e di pensiero attraverso la sua piattaforma Telegram». Lo ha dichiarato Paolo Ardoino, ceo di Tether, in esclusiva a milanofinanza.it. Ardoino conosce bene Durov. Lo scorso 19 aprile alla conferenza Token2049 di Dubai, i due hanno annunciato lo sbarco di Usdt, la stablecoin emessa da Tether ancorata al dollaro in un rapporto di parità (117,9 miliardi di capitalizzazione) e Tether gold, un token digitale supportato dall’oro, su The Open Network (Ton), la blockchain originariamente sviluppata da Telegram e con cui non ha reciso i legami, tanto da essere parte integrante dell’offerta dell’app di Durov (o meglio dei Durov, visto che la mente tecnologica è il fratello maggiore di Pavel, Nikolai).
«Sembra che in Europa ci sia sempre di più la volontà, da parte dei governi, di controllare in modo capillare ogni strumento di informazione e comunicazione», ha sottolineato Ardoino. «Quando i governi potranno avere accesso a tutti i dati più intimi delle vite dei propri cittadini, ci sarà il rischio effettivo di essere incriminati per dissenso verso il governo. Rinunciare al diritto di privacy è un passo verso un futuro buio e antidemocratico. Sfortunatamente non credo sarà una realtà remota».
Una decisione radicale l’ha presa Chris Pavlowski, ceo di Rumble, una piattaforma gratuita di condivisione video simile a YouTube che ieri ha postato su X scusandosi per il ritardo nel commentare l’arresto di Durov, «ma per buone ragioni: ho appena lasciato sano e salvo l’Europa». (riproduzione riservata)