ArcelorMittal scommette sulla ripresa del mercato. Nel primo trimestre il gigante dell’acciaio ha chiuso i conti con vendite per 16,28 miliardi di dollari, in discesa rispetto ai 18,5 miliardi riportati lo scorso anno Tuttavia, il dato registra un miglioramento (+11,9%) rispetto al quarto trimestre del 2023, durante il quale il fatturato si era attestato a 14,55 miliardi di dollari. Questo incremento è stato trainato da un aumento dei prezzi medi di vendita dell'acciaio e dei volumi di spedizione.
L'utile operativo si è attestato a 1,1 miliardi di dollari, in calo rispetto agli 1,19 miliardi dello scorso anno, mentre l'Ebitda è sceso a 1,95 miliardi, dai 2,14 miliardi del primo trimestre del 2023. Ma le performance registrate da ArcelorMittal restano positive nelle regioni chiave, tra cui Nord America, Brasile, Europa e India. L'utile netto è stato di 938 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 2,9 miliardi registrata nel quarto trimestre del 2023.
Guardando al futuro, ArcelorMittal rimane fiduciosa sulle prospettive della domanda di acciaio a medio/lungo termine. La società si posiziona in modo ottimale per attuare la propria strategia di crescita, con una previsione di spese in conto capitale nel 2024 comprese nell'intervallo di 4,5-5 miliardi di dollari, di cui 1,4-1,5 miliardi destinati a spese strategiche per la crescita.
ArcelorMittal ha dovuto affrontare diverse sfide nel corso dell'ultimo anno. Tra queste, il disastro minerario in Kazakistan, che ha portato alla dismissione delle attività in loco dopo la perdita di 46 vite. Inoltre, a febbraio, l'azienda ha perso il controllo degli asset italiani dell'ex Ilva, commissariati dal Governo italiano.
Le Acciaierie d'Italia, ex Ilva, hanno visto una drastica riduzione della produzione di acciaio, con un solo altoforno su tre ancora in funzione. La mancanza di liquidità mette a rischio la sopravvivenza dell'acciaieria, nonostante i tentativi del governo di fornire finanziamenti: 150 milioni di euro aggiunti ai 150 già stanziati dai commissari e un prestito ponte da 320 milioni in attesa dell'approvazione dell'Unione Europea. Se queste risorse non arrivano entro un mese e mezzo, la chiusura potrebbe essere inevitabile. Attualmente la produzione è inferiore ai livelli necessari per l'equilibrio operativo, con solo un altoforno attivo e gli altri due fermi da mesi. L'intenzione è di sostituirli con forni elettrici entro il 2027, ma nel frattempo la situazione rimane critica. La chiusura collettiva degli stabilimenti fino al 5 maggio evidenzia la gravità della situazione, con la produzione vicina allo zero. I sindacati chiedono interventi più consistenti per evitare la chiusura dell'acciaieria.
ArcelorMittal mantiene una visione positiva sulle prospettive a medio-lungo termine del mercato dell'acciaio. La società ha dichiarato di essere posizionata per una ripresa della domanda, specie dopo un periodo in cui i margini nel settore hanno subito un'erosione. Il mercato globale è stato influenzato da difficoltà nel settore manifatturiero ed edilizio, causate dalla crisi immobiliare cinese e dalla crescita debole di molte delle principali economie mondiali. Alla borsa di Amsterdam il titolo scambia a 23,99 euro in rialzo dell’1,7%. (riproduzione riservata)