Apple ha apportato una serie di modifiche alle regole del suo App Store per i Paesi dell’Unione Europea, nel tentativo di evitare di incorrere in una multa da 500 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act.
La sanzione è stata annunciata lo scorso aprile dalla Commissione europea, che ha multato l’azienda di Cupertino per aver violato l’obbligo di anti-steering previsto dalla legge sui servizi digitali europea, secondo cui «gli sviluppatori di app che distribuiscono le loro app tramite l’App Store di Apple dovrebbero essere in grado di informare gratuitamente i clienti di offerte alternative al di fuori dell’App Store». La Commissione aveva ordinato all’azienda di modificare le politiche dell’App Store entro la fine di giugno; se non lo avesse fatto entro il termine fissato al 26 giugno, l’ammontare della multa sarebbe aumentato.
In base alle nuove regole, Apple ha introdotto due livelli di commissioni, Tier 1 e Tier 2. Il primo livello prevede una commissione del 5% per gli acquisti in-app, ma garantirà l’accesso solo alle funzioni base dell’App Store. Chi vuole invece continuare a sfruttare l'intero ecosistema dell’App Store dovrà rimanere nel Tier 2, pagando una commissione del 13%.
Dal primo gennaio 2026, Apple passerà a un modello di business unico per tutti gli sviluppatori nell’Ue, sostituendo la Core Technology Fee con la Core Technology Commission, applicata a beni e servizi digitali venduti su App Store, web e marketplace alternativi. La palla passa ora alla Commissione Europea, che valuterà se le proposte di Apple rispettano gli obblighi del Dma prima di stabilire se l’azienda dovrà pagare delle sanzioni. (riproduzione riservata)