Nessun ruolo da comprimario per Msc. Il colosso del trasporto navale di Gianluigi Aponte è il principale investitore del consorzio che sta provando a comprare 43 porti da Ck Hutchison, la multinazionale del magnate cinese Li Ka-shing con scali anche a Hong Kong e nella Cina continentale.
Il valore dell’operazione si aggira sui 20 miliardi di dollari, ma l’affare non è ancora chiuso perché mancano la due diligence, i controlli fiscali e l’approvazione delle autorità di regolamentazione. L’ostacolo più grande in realtà è il governo cinese, che ha fatto pressioni su Ck Hutchison per non cedere le infrastrutture agli americani.
Del gruppo d’investitori fa parte anche BlackRock, che in un primo momento sembrava essere il regista dell’accordo. Secondo Bloomberg, invece, il controllo dei porti andrà a Terminal Investment Ltd (Til), società controllata da Aponte e di cui il più grande asset manager al mondo e il fondo sovrano di Singapore (Gic) hanno il 30%.
L’intesa tra le parti prevede però che a BlackRock e al suo braccio operativo, il Global Infrastructure Partners (Gip), vada il 51% dei due porti nel Canale di Panama, mentre a Til resterà il 49%.
I terminal sudamericani rappresentano circa il 4% del valore dell’operazione e sono da tempo nel mirino di Donald Trump. Il presidente americano vuole riportare la zona sotto il controllo degli Usa dopo la cessione nel 1999 a Panama, che poi l’ha data in concessione a Hk Hutchison.
La multinazionale ora sta provando a rivendere ma il governo cinese rema contro perché non può permettere che gli Usa si rafforzino nel Canale, soprattutto dopo l’inizio della guerra commerciale a colpi di dazi reciproci. Poco importa che gli acquirenti si siano impegnati a non modificare la gestione dei porti e le regole operative, che impongono di tenere i terminal aperti a tutti senza discriminazioni.
Comunque vada, l’operazione conferma il ruolo di primo piano che Aponte si è conquistato nella logistica globale. Msc ha raggiunto una quota di mercato del 20%, più del gigante danese Maersk. Un consolidato non esiste, ma alcune stime attribuiscono alla società un fatturato di oltre 80 miliardi, con una flotta che varrebbe più di 42 miliardi.
Numeri che hanno reso l’imprenditore italiano di nascita e svizzero d’adozione uno degli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio stimato da Forbes in oltre 31 miliardi di dollari. Negli anni Aponte si è costruito un impero che parte dai mari e si spinge ai treni dopo l’acquisto del 50% di Italo per 2,1 miliardi. Fino ad arrivare ai media con il Secolo XIX e alla salute con il 50% di Mediclinic, terzo operatore nella sanità privata del Sudafrica. (riproduzione riservata)