C’è voluto più di un anno per risolvere qualche nodo tecnico, ma ora il fondo di private debt, coordinato da Ania, è pronto a partire. L’intenzione è raccogliere almeno 600 milioni di euro tra le compagnie di assicurazione associate Ania, con una delega di gestione affidata ad Eurizon Capital Real Asset, per dare alle pmi un canale di finanziamento alternativo a quello bancario.
Il nodo tecnico riguardava in particolare la messa a punto di una garanzia necessaria a ridurre il rischio dell’investimento e di conseguenza gli accantonamenti di capitale richiesti alle compagnie. L’intesa è stata raggiunta con la revisione della direttiva Solvency che ha equiparato il framework assicurativo a quello bancario nel trattamento delle garanzie, permettendo un doppio intervento, da parte di Sace e del Fondo Europeo degli Investimenti (Fei). Con Sace, più in dettaglio, sono in corso interlocuzioni per approfondire possibili soluzioni che consentano di valorizzare gli strumenti di garanzia disponibili, nel rispetto del quadro normativo applicabile e del perimetro operativo dei plafond attivi. A questo punto, la raccolta del capitale dovrebbe chiudersi entro fine anno e magari crescere verso 800 milioni, con un obiettivo di rendimento netto annuo tra il 4 e il 5%.
Ma l’elemento più significativo è che il modello utilizzato per il fondo private debt potrebbe essere replicato in altri settori dove le assicurazioni potrebbero investire, come spiega a MF-Milano Finanza il presidente di Ania, Giovanni Liverani. «Il lancio del fondo di private debt (molto gradito al governo, ndr) si inquadra all’interno volontà del settore di creare forme di investimento del risparmio assicurativo che, restando affidabili in termini di redditività e rischio, vadano anche a supporto dell’economia reale nella logica che è alla base della Saving and investment union che punta ad attivare il risparmio privato per investire in settori prioritari», dice Liverani, «oltre al sostegno alle pmi si può pensare alla necessità di supportare la transizione energetica e digitale e le infrastrutture, dal piano casa a strutture di assistenza per anziani o non autosufficienti».
Iniziative che «mostrano il potere del settore assicurativo quando viene utilizzato a supporto dell’economia» e non «come un bancomat per la manovra di bilancio di fine anno».
Per Ania è già la seconda iniziativa di sistema dopo il fondo infrastrutture lanciato nel 2020, che ha raccolto 520 milioni. (riproduzione riservata)