L’Europa ha resistito alla crisi energetica, ma adesso il sostegno alla domanda da parte dei governi si ridurrà. Mahmood Pradhan, capoeconomista globale di Amundi, spiega in questa intervista che la Germania sarà in recessione quest’anno, mentre l’Italia sta riducendo il gap di competività con l’economia tedesca e il governo Meloni sta mantenendo la fiducia dei mercati con una politica prudente sui conti pubblici. Nel complesso però la crescita dell’Eurozona resterà stagnante e probabilmente sarà inferiore alle previsioni della Bce. La banca centrale perciò rischia un’orientamento troppo restrittivo sui tassi.
Domanda. Come andrà l’economia dell’area euro quest’anno?
Risposta. L’Europa si è dimostrata resistente alla crisi energetica. Così i prezzi del gas sono scesi e questo ha giovato all’economia. Inoltre l’area ha tenuto grazie al forte sostegno dei governi, pari al 2% del pil l’anno scorso. Quest’anno però il valore si ridurrà allo 0,5% del pil o anche meno, in un contesto di politica monetaria più restrittiva, tassi sul credito più alti e domanda di prestiti in calo. Perciò l’outlook è più debole. L’economia europea sarà sotto il potenziale quest’anno e il prossimo. Prevediamo un aumento del pil dello 0,5% nel 2023 e dello 0,7% nel 2024. La recessione europea sarà evitata ma la crescita sarà bassa.
Domanda. La Germania frenerà l’intera economia dell’area euro?
Risposta. Il Paese deve affrontare un rilevante cambiamento strutturale. Sarà più difficile crescere con le tradizionali fonti di reddito, a cominciare dal commercio estero e dalle esportazioni. Il costo dell’energia, nonostante il recente calo dei prezzi, sarà comunque superiore a quello pagato nel 2019 prima della pandemia. Il pil tedesco dovrebbe scendere dello 0,3% quest’anno e aumentare dello 0,7% nel 2024.
Domanda. Fino a dove arriverà l’aumento dei tassi della Bce?
Risposta. Pensiamo che il picco dei tassi sarà raggiunto al 3,75%, quindi ci sarà un altro rialzo di 25 punti base. L’inflazione scenderà e la politica monetaria già ora è ragionevolmente restrittiva. Probabilmente ci sarà una fase «higher for longer», cioè una volta raggiunto il picco la Bce manterrà i tassi a quel livello per un periodo esteso. Il primo taglio potrebbe essere a metà 2024. In ogni caso le aspettative di inflazione nel medio termine sono ben ancorate al 2%.
Domanda. C’è il rischio di stretta eccessiva?
Risposta. Questo rischio va misurato in base all’andamento dell’economia e dell’inflazione. Ritengo che le proiezioni Bce sul pil siano state troppo ottimistiche e quelle sull’inflazione pessimistiche. Se l’economia andrà peggio di quanto prevede la Bce, allora il rischio di stretta eccessiva sarà maggiore. (riproduzione riservata)