Amplifon chiude i primi nove mesi del 2025 con un fatturato in crescita grazie a una performance superiore al mercato di riferimento nel terzo trimestre. I ricavi della società specializzata nelle soluzioni per l’udito sono saliti a 1,74 miliardi di euro (+1,8% a cambi costanti), poco meno di quanto atteso da Banca Akros, nonostante «un mercato ancora al di sotto dei livelli storici e alla forte base comparativa».
Le acquisizioni hanno sostenuto gli affari in Europa (+1,5%) e la crescita è rimasta solida anche in America (+2,3% quella organica), dove però hanno pesato l’effetto cambi (-4,9%) e un mercato privato con performance inferiori ai livelli storici. Due fattori che alla fine hanno frenato la crescita nell’area (-0,1%).
Le notizie negative riguardano invece l’ebitda adjusted, sceso a 395 milioni (-4,1%), di nuovo poco sotto le stime. Così si è ridotta anche l’incidenza sui ricavi, giù al 22,7% dal precedente 23,6% per via «della minore leva operativa, del mix geografico dell’area Emea e della diluizione derivante dall’accelerazione della crescita del network diretto di Miracle-Ear negli Usa».
Stessa storia per il risultato netto adjusted, sceso a 109,6 milioni (-18,4%), poco meno delle previsioni di Banca Akros, «anche per i maggiori ammortamenti conseguenti ai forti investimenti nel business e per l’incremento degli oneri finanziari». Il quadro resta simile se si guarda al solo terzo trimestre, in cui Amplifon sottolinea però «una performance superiore al mercato di riferimento nella crescita del fatturato organico» in molti Paesi chiave.
Dovrebbe andare meglio in futuro. Nei prossimi mesi Amplifon «si attende un graduale miglioramento del mercato globale, in particolare di quello statunitense, che dovrebbe proseguire il graduale recupero trainato dal segmento Private Pay». Mentre l’Europa dovrebbe essere supportata «dalla forte crescita del mercato francese e dal positivo andamento della Germania, oltre che da una progressiva ripresa nel resto dell’area».
Questo quadro non è bastato ad Amplifon per confermare le stime sui ricavi consolidati del 2025, ora previsti in crescita tra il 2%-2,5% a cambi costanti, meno del precedente 3%. Ma il calo è legato solo alla maggiore chiusura di punti vendita per accelerare con il piano Fit4Growth, che prevede un miglioramento del margine ebitda adjusted di 150-200 punti base entro il 2027. Voce che a fine 2025 viene confermata intorno al 23% (la stima era al 24% fino al primo semestre). Un contributo inatteso potrebbe arrivare dalle acquisizioni, che la società controllata dalla famiglia Holland (42%) ha portato avanti soprattutto negli Stati Uniti.
«Nel terzo trimestre abbiamo registrato un trend di significativo miglioramento dei ricavi rispetto al secondo, con un ritorno alla crescita organica sul 2024. La performance è stata trainata da una significativa accelerazione in Europa, anche grazie al miglioramento di Italia e Spagna e nonostante un minor contributo della Francia rispetto al precedente trimestre, nonché da una crescita in America superiore al mercato di riferimento», commenta il ceo Enrico Vita.
«Questi risultati sono stati conseguiti in un mercato ancora al di sotto dei suoi tassi storici di crescita e a fronte di una base comparativa particolarmente forte. Stiamo accelerando il piano Fit4Growth con iniziative che contribuiranno a migliorare in modo strutturale la performance del gruppo. Il trend emerso nel trimestre, insieme alle azioni già avviate e alla solidità del nostro modello di business, ci rendono fiduciosi nel nostro percorso di crescita nel breve e nel medio periodo».
Una ripartenza che Amplifon spera si estenda al titolo a Piazza Affari (il 29 ottobre ha chiuso a 14,99 euro, in calo del 2,25%), dove le azioni hanno guadagnato il 7,7% nell’ultimo mese ma hanno perso il 45,7% in un anno. Prima dei conti Banca Akros indicava rating accumulate e target price di 22,5 euro. (riproduzione riservata)