Parte con meno vento in poppa del previsto l’organizzazione dell’America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo, che si svolgerà per la prima volta in Italia, a Napoli, tra la primavera e l'estate del 2027. Risulta ancora in via di perfezionamento da parte del governo il decreto Sport che deve definire la gestione e gli investimenti pubblici per organizzare la regata. Il decreto dovrebbe contenere all’interno anche la norma sblocca-stadi necessaria alla costruzione (o al rifacimento) delle strutture per l’Europeo di Calcio 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia, e per il quale sono previsti investimenti per circa 5 miliardi. Il pacchetto potrebbe approdare nel cdm di mercoledì 4 giugno pomeriggio, ma il menù sul tavolo dei ministri è già molto ricco e spazia dalla legge sulla concorrenza alla riforma fiscale contenuta dl Omnibus. Cosicché, a quanto risulta a MF-Milano Finanza, le indicazioni dell’esecutivo per la 38ª edizione della Louis Vuitton Cup dovrebbero arrivare entro la metà giugno, qualche settimana dopo rispetto a quanto era stato inizialmente stimato.
La prima decisione che il governo deve prendere per l’America’s Cup riguarda la governance. Deve essere individuato un commissario ad hoc - con ogni probabilità il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che già assolve questa funzione per la riqualificazione di Bagnoli, che diventerà il rimessaggio delle barche della competizione - che si interfaccerà con la cabina di regia governativa a Roma. Ma dal decreto dovranno arrivare anche le prime indicazioni sulle risorse pubbliche a disposizione, che non potranno essere meno dei 100 milioni necessari per organizzare l’evento. Certo è che si useranno anche i 1,2 miliardi di Fondi di Sviluppo e Coesione, già stanziati con il decreto Coesione per la bonifica dell’area ex-Italsider. E che il crono programma per Bagnoli verrà rivisto, con gli interventi sui pontili che avranno la priorità.
Sembra plausibile inoltre che il governo replichi a Napoli l’esperimento fiscale che fece la fortuna di Valencia quando nel 2010 ospitò l’America’s Cup: l’istituzione di una zona franca che incentivi gli investimenti dei privati. (riproduzione riservata)