Meta Platforms avrebbe cercato di sottrarre talenti a OpenAI offrendo ai dipendenti bonus alla firma fino a 100 milioni di dollari, oltre a pacchetti retributivi annuali ancora più consistenti.
È quanto denuncia Sam Altman, ceo di OpenAI, in un'intervista rilasciata per il podcast Uncapped, diretto dal fratello Jack. Nonostante il tentativo di Meta di ingaggiare «molte persone» da OpenAI, «finora nessuno dei nostri migliori talenti ha deciso di accettare la loro offerta», ha detto Altman.
«Ho sentito dire che Meta ci considera il suo principale concorrente», ha precisati il numero uno di OpenAI, aggiungendo che «i loro sforzi nel campo dell'intelligenza artificiale non hanno funzionato come speravano e apprezzo il fatto che siano aggressivi e continuino a provare cose nuove».
I commenti di Altman arrivano in una fase in cui la concorrenza nell'arena dell'intelligenza artificiale si fa sempre più intensa, soprattutto tra le Big Tech.
Meta ha annunciato un investimento di 14,3 miliardi di dollari nella startup Scale AI nell'ultima settimana e ne ha assunto il ceo Alexandr Wang per lavorare a progetti di «superintelligenza artificiale» - al punto che Google, cliente storico di Scale AI, starebbe valutando l'opzione di recidere i legami con il partner.
Il ceo di Meta, Mark Zuckerberg, deluso dai risultati di Meta nel campo dell'AI, starebbe cercando di formare un team ad hoc dedicato alla super intelligenza artificiale assumendo lui personalmente nuovi talenti esperti di AI.
In questo quadro, OpenAI è invece ai ferri corti anche con Microsoft, il suo principale finanziatore. Al centro delle tensioni ci sono le divergenze sul futuro della loro partnership, oltre alla possibile trasformazione di OpenAI in una società a scopo di lucro.
L'approvazione di Microsoft alla conversione è fondamentale per la capacità di OpenAI di raccogliere più fondi e quotarsi in Borsa. Tuttavia, le difficili trattative nelle ultime settimane avrebbero spinto i dirigenti di OpenAI a mettere sul tavolo l'eventualità di accusare Microsoft di comportamento anticoncorrenziale durante la loro partnership, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal.(riproduzione riservata)