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Luigi Federico Signorini, dg Banca d'Italia
Luigi Federico Signorini, dg Banca d'Italia
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Alla Ragioneria Generale è inopportuno candidare un uomo della Banca d’Italia

di Angelo De Mattia
02 aprile 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:15

Tra le ipotesi prospettate per la sostituzione di Mazzotta dopo il caos Superbonus c’è il dg di Bankitalia Luigi Federico Signorini. Si stabilisce così un'equiparazione di ruoli: direttore generale a Palazzo Koch-Ragioniere generale | Ragioneria generale, una poltrona per tre? Ecco chi può prendere il posto di Biagio Mazzotta

La preparazione, testè avviata, del Documento di Economia e Finanza e l'applicazione, che dovrebbe decorrere da quest'anno, del riformato Patto di Stabilità comportano un lavoro impegnativo che, tra l'altro, si intreccia con l'imminente inizio della campagna elettorale per le elezioni europee. In relazione a ciò non possono sussistere incertezze su chi è responsabile della funzione delicatissima di analisi, verifica e controllo relativamente ai conti pubblici che è svolta, per la parte di competenza, dalla Ragioneria generale dello Stato. L'argomento è stato affrontato martedì dal direttore Roberto Sommella con una completa analisi delle possibilità che si prospettano, almeno sulla carta, in conseguenza delle critiche che finora, mai espressamente, sarebbero state rivolte al Ragioniere Generale Biagio Mazzotta con riferimento alle stime e alla valutazione dell'impatto sui conti da parte degli oneri del Superbonus del 110%.

Come finirà il mandato di Mazzotta

È noto che il ruolo, innanzitutto storico, configura la Ragioneria Generale come un classico contrappeso istituzionale, pur non avendo formalmente l'ordinamento di un'authority di garanzia, regolazione e controllo. La costituzione materiale e l'impronta impressa soprattutto da alcuni eccellenti Ragionieri generali, primo fra tutti Andrea Monorchio, hanno fatto della struttura in questione un vero e proprio organo di controllo formale e sostanziale nonché di garanzia, in particolare, per l'iter della spesa pubblica e per i cittadini. È dunque una materia da trattare con grande attenzione e competenza. Le voci che vorrebbero un avvicendamento di Mazzotta non considerano la necessità che, se il casus belli è dato dall'inadeguatezza delle previsioni e delle valutazioni dell'impatto anzidetto, prima di prendere una decisione è più che doveroso sentire quel che avrà sicuramente da dire l’interessato, sulla cui competenza e capacità ha espresso in un’intervista un giudizio positivo lo stesso Monorchio, che, come si è detto sopra, ha ricoperto in maniera impeccabile la funzione per 13 anni, mentre l’attuale Ragioniere faceva parte dei funzionari della struttura. Non vi può essere una sorta di processo in contumacia. Non si può andare addirittura a prima dello habeas corpus di Giovanni Senza Terra.

Il Ragioniere Generale, al quale non difetta l'autonomia intellettuale come deve essere proprio della funzione esercitata, va ascoltato con attenzione su eventuali errori e su come a questi si sia arrivati e con quale concorso di decisioni, se così è avvenuto. Se, invece, si procedesse subito con una formale o informale rimozione, al di là del contenzioso che potrebbe derivarne, non conosceremmo tempestivamente ciò che effettivamente è avvenuto o lo sapremmo soltanto, a cose fatte, magari in occasione di una eventuale vertenza. Se invece prevarrà una delle ipotesi formulate da Sommella (attendere per una decisione il compimento del mandato di Mazzotta nel 2025), allora è necessario adesso un chiarimento rapido che elimini dubbi e vociferazioni sulla vicenda. Ma questo caso ha un addentellato che suscita, pure esso, non poche perplessità.

Signorini, da dg Bankitalia a Ragioniere?

Tra le ipotesi prospettate per la sostituzione di Mazzotta, che comunque presenta i problemi sopra indicati, viene, tra gli altri, candidato (molto probabilmente inaudita altera parte) anche il direttore generale della Banca d'Italia Luigi Federico Signorini. Si stabilisce così un'equiparazione di ruoli: direttore generale a Palazzo Koch-Ragioniere generale. Sennonché il precedente caso di un alto dirigente di Via Nazionale nominato Ragioniere Generale è quello di Daniele Franco, all'epoca Funzionario generale, fuori dunque dal direttorio, in cui entrò solo nel 2019 come vicedirettore generale, una volta cessato il mandato di Ragioniere Generale, e poi dal 2020 come direttore generale.

Le equiparazioni funzionali, al di là di ciò che può sembrare, contano e contano molto. Anche in passato, nel primo decennio del 2000, si era pensato, una volta che Monorchio si era dimesso, a un dirigente della Banca d'italia per la successione e anche allora si ipotizzava un Funzionario generale particolarmente competente nella finanza pubblica, che però rifiutò.

Oltre a questi parallelismi sarebbe poi singolare se si pensasse a Signorini per liberare il posto da lui ricoperto, non si sa per chi e per come. L'autonomia e indipendenza della Banca d’Italia sono fondamentali. Insomma, se avesse un sia pur minimo fondamento l'ipotesi della candidatura ora richiamata, vi sarebbero non pochi motivi per farla cadere statim. (riproduzione riservata)



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