Si va verso un comunicato finale di compromesso da parte dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G7, che si è tenuto da martedì a ieri a Banff in Canada. L’ufficialità della firma di un’intesa durante il cruciale G7 Finanze, in vista del vertice G7 dei capi di Stato e di governo, in programma a giugno, potrà arrivare però solo dalla presidenza canadese.
Dovrebbero però essere state messe da parte quelle «difficoltà» iniziali con cui era partita la sessione canadese e che aveva denunciato il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti. Non però senza ribadire che «l’Italia continua a lavorare affinché si possa raggiungere il comunicato finale di compromesso. Un passaggio che consideriamo cruciale».
Non a caso il titolare del Mef ha definito in un post sul suo profilo X «una vittoria italiana» il vicino via libera del comunicato finale da parte del G7 Finanze, dato che «abbiamo lavorato per una posizione comune a sostegno dell’Ucraina» e nondimeno «affinché chiunque abbia fatto affari o favorito la Russia non entri nella ricostruzione dell’Ucraina».
Da sempre l’Italia si è dimostrata in prima linea nel sostenere l’importanza del percorso di ricostruzione post-conflitto dell’Ucraina. Non solo Roma ha infatti ospitato la prima conferenza internazionale sulla ricostruzione ma continua a promuovere il tema nei consessi internazionali e il coinvolgimento delle imprese italiane nel processo, che richiederà investimenti di circa 500 miliardi di euro.
Sul tema del conflitto in Ucraina si è soffermata anche la premier Giorgia Meloni durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro della Danimarca, Mette Frederiksen, a Palazzo Chigi: «Ho sentito solo poche ore fa il presidente Usa Donald Trump e siamo sempre al lavoro per un nuovo round di negoziati». Questa infatti ora è la priorità ossia «arrivare a negoziati seri passando dal livello tecnico e politico». Anche se, ha aggiunto «da parte russa invece non abbiamo visto alcun passo in avanti concreto, e credo che vada la pena ricordarlo anche per smontare una certa narrativa secondo la quale invece i russi sarebbero stati disponibili alla pace».
Mentre la premier ha ringraziato «il presidente Zelesnky e il governo ucraino per aver dimostrato con chiarezza anche e soprattutto in queste settimane la sua sincera volontà di perseguire la pace aderendo a una richiesta di cessate il fuoco, a una disponibilità di negoziati anche ad alto livello». Da ultimo Meloni ha sottolineato la «preziosa disponibilità del Vaticano ad ospitare i negoziati di pace», sintomo del fatto che «ognuno sta facendo la sua parte» per un obiettivo comune». Ora ne va valutata «la fattibilità pratica». (riproduzione riservata)