Dietro per utenti, non per giro d’affari. Anthropic, con la sua piattaforma Claude, è convinta di poter superare i ricavi incassati da OpenAI grazie a ChatGpt. Nel 2026 il gigante guidato dal ceo Dario Amodei si aspetta una crescita «esponenziale» del fatturato, triplicato nel giro di un solo trimestre e che - di questo passo - dovrebbe sfondare il muro dei 30 miliardi di dollari, andando quindi ben oltre i 9 miliardi raggiunti alla fine del 2025.
È sui conti, insomma, che si è rinnovata la sfida tra i due principali player dell’intelligenza artificiale, già in gara per chi sbarcherà prima a Wall Street con la valutazione più alta. OpenAI di Sam Altman punta a più di 800 miliardi di capitalizzazione e resta avanti come utenti (900 milioni a settimana, record nel settore).
Ma a fine marzo i suoi ricavi erano 2 miliardi, cifra che se proiettata su base annua si fermerebbe a 24 miliardi. Meno quindi dei 30 miliardi di Anthropic, che però sono ancora tutti da verificare visto che la sua è solo una proiezione basata sul trend di crescita mostrato da Claude.
Entrambe le società in ogni caso restano in perdita, anche pesante visto che fatturano molto meno di quanto investono nei data center. Ma il loro passo di è comunque spedito: per fare un confronto, Google ci aveva messo 13 anni per arrivare a 30 miliardi di ricavi annui, Amazon ben 16 anni.
OpenAI invece è nata a dicembre del 2015 ed è sbarcata sul mercato con ChatGpt solo a novembre del 2022. Da allora però è cresciuta a ritmi impressionanti e spesso ha battuto i suoi rivali anche quando si trattava di assicurarsi nuovi clienti: lo dimostra ad esempio la rapidità con cui è subentrata nel contratto con il Pentagono dopo che Anthropic gli ha negato l’uso della sua AI per fini militari.
La sfida si è estesa poi alla potenza di calcolo. Alla serie di accordi della casa madre di ChatGpt - vedi quelli con Nvidia e SoftBank - lunedì Anthropic ha risposto alleandosi con Alphabet e Broadcom. Dal 2027 la partnership permetterà alla società di Amodei di accedere a circa 3,5 gigawatt di potenza di calcolo grazie ai Tensor Processing Units (Tpu) del gigante americano dei chip, lanciati per rivaleggiare con i prodotti di Nvidia.
«Stiamo costruendo la capacità necessaria per gestire l’incremento esponenziale della nostra base clienti, consentendo al contempo a Claude di definire la frontiera dello sviluppo dell’intelligenza artificiale», commenta Krishna Rao, cfo di Anthropic. «Stiamo effettuando il nostro più significativo investimento in termini di capacità di calcolo fino a oggi, per tenere il passo con la nostra crescita senza precedenti». (riproduzione riservata)