Iniziano a emergere i dettagli dell’accordo sul riassetto di Save fra il banchiere di Finint Enrico Marchi e il colosso francese del private equity Ardian. Save è il polo aeroportuale del Nordest che controlla gli scali di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e Charleroi in Belgio.
Reinvestendo il 12% in pancia al veicolo Sviluppo 87, Marchi - affiancato dal nuovo fondo Finint Infrastrutture, che potrà salire fino al 38% della concessionaria veneta - ha siglato un mese fa un’intesa (closing atteso a inizio 2026) con Ardian per rilevare da Dws e Infravia il 100% del Milione, la holding che controlla Save. L’operazione vale 1,2 miliardi di euro di equity value e i due azionisti potranno avere il 50% a testa.
Secondo quanto riferito a MF-Milano Finanza da alcuni fonti vicine al dossier, il gruppo francese da 192 miliardi di masse (e che ha già in portafoglio il 32,6% di Heathrow) ha messo sul tavolo della trattativa anche il cambio dello statuto per la parte che limita il trasferimento delle azioni. Il motivo? Rimuovere gli ostacoli per non pregiudicarsi la futura exit.
Dopo il blitz dell’ex Atlantia (ora Mundys) del 2016 nel capitale di Save, in cui la piattaforma infrastrutturale dei Benetton aveva rilevato il 22% circa del polo aeroportuale comprando la quota dal fondo Amber, Marchi aveva inserito nello statuto del Milione l’articolo 14 al momento dell’ingresso di Dws e Infravia. La norma prevedeva il divieto (salvo consenso di tutti i soci) di cedere le quote a quattro tipologie di soggetti.
La prima: «Atlantia, Abertis, Ferrovial, Vinci, Sabiha Gocken and Basic Element» e società controllate. La seconda invece faceva riferimento a soggetti affiliati a Sea (aeroporti di Milano Linate e Malpensa, dunque anche a F2i) e/o ad Adr (controllata sempre dai Benetton, che gestiscono lo scalo di Fiumicino). La terza e la quarta invece rimandavano rispettivamente a operatori che hanno in portafoglio concessioni aeroportuali italiane ed europee con oltre 5 milioni di passeggeri l’anno e a singole persone fisiche.
Nella riscrittura dello statuto previsto a gennaio Marchi avrebbe aperto alla modifica di queste ultime due limitazioni, mentre avrebbe fatto un muro sui primi due soggetti che gestiscono anche i principali scali italiani. I Benetton sono di casa nel Nordest e nel rinnovo del loro portafoglio concessioni sono alla ricerca, come target ideale, di aeroporti con almeno 20 milioni di passeggeri l’anno, proprio quanti ne registra Save in Italia.
Al momento del signing il 12% di Sviluppo 87 è stato valutato circa 150 milioni. Pare che Finint Infrastrutture abbia tempo fino a dopo il closing (con un’ulteriore finestra temporale) per raccogliere i restanti 450 milioni, in modo da pareggiare la governance con Ardian, che altrimenti terrà conto dei diversi pesi nel capitale. Contattate, fonti Save fanno sapere che «la questione relativa alle richieste sullo statuto non corrisponde alla realtà, mentre per quanto riguarda la governance il tema non si pone perché sarà 50-50». (riproduzione riservata)